SHU HA RI

La didattica giapponese applicata alle arti marziali
(Entrare nella forma, uscire dalla forma)

Traduzione:
SHU (守): proteggere, conservare, obbedire
HA (破):rottura, liberazione
RI (離): allontanamento, trascendere

Molti Maestri dicono: Shu-ha-ri è il principio della trasmissione di un’esperienza. Esatto! Ma io in questo post vorrei mettere in luce, forse ad un livello più basso rispetto alla profondità del metodo, l’aspetto dell’apprendimento delle tecniche di una qualunque arte marziale che un’allievo si appresta a studiate.

Il metodo si divide in tre fasi:
1. Shu: è la fase in cui si obbedisce;
2. Ha: ci si distacca da tutto; questa fase si identifica con la rottura della tradizione;
3. Ri: si va oltre; questa fase si identifica con la trascendenza.
Vediamo questo metodo con la lente della “tecnica”:
– Prima fase: si copia la forma (tecnica) del proprio Sensei, ci si identifica con il sapere della scuola marziale; si imparano i fondamentali e i kata; si imita il Sensei in tutto e per tutto;

– Seconda fase: ci si distacca dai fondamentali, dai kata; questa fase si identifica con la rottura della tradizione. Si rompe con la forma del Sensei, si cerca la propria forma (tecnica) e si inizia una ricerca personale;

– Terza fase: si crea la propria forma (tecnica).
In sostanza all’inizio della mia fase d’apprendimento dell’arte marziale copio pedissequamente e cerco di assimilare la forma delle tecniche che il Sensei mi mostra (kyon e kata). Poi non prenderò più come modello la tecnica del mio Sensei, ma cercherò di personalizzare profondamente la tecnica appresa. Ed infine esprimerò una tecnica tutta mia, corrispondente al mio stesso essere. Ho iniziato “entrando nella forma” ora, alla fine del lungo percorso di apprendimento, sono “uscito dalla forma”. Sono io stesso il mio Sensei!

Ovviamente l’espressione della mia tecnica marziale è forma e nello stesso momento contenuto!

Antonino Certa Shihan.

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