Ciò che conta è la forza della vostra concentrazione

Ciò
che conta

è la forza della vostra
concentrazione. Le tensioni del corpo e l’abilità tecnica devono essere convogliati attraverso l’attenzione e l’intuizione della mente. La mente si svuota,
,
senza un difetto. Questo è lo Zen, che è anche la
vera via del Budo. Affrontare la
vita o affrontare la morte,
la coscienza deve rimanere calma.
Taisen Deshimaru, Lo Zen e le Arti Marziali, 1995 SE
Piccola Biblioteca
«Non pratico zen. O mettiamola in un altro modo. Non pratico
zen separatamente dall’aikido – o da

qualsiasi altra cosa. Questa quindi
non è un’analisi accademica della pratica dello zazen.
Il mio primo insegnante
di Aikido, Kinjo Asoh Sensei, parlava un inglese perfetto ed era sempre felice
di rispondere a tutte le nostre domande su aikido e budo. Quando ho iniziato a
praticare gli ho chiesto se ci fossero dei buoni libri. Volevo qualcosa
per aiutarmi a ricordare i nomi difficili delle tecniche, ma a quei tempi non
c’erano ancora libri di aikido in inglese. Dopo pochi giorni, al termine della
pratica, mi diede un regalo. Era un libro sottile, Lo Zen e l’arte del tiro con
l’arco
di Eugen Herrigel. E mi disse: “Questo è molto semplice, ma ti dirà di
più sull’aikido di qualsiasi libro sulle tecniche
.” Mi è piaciuto molto. E’ un’introduzione a ciò che lo zen è per chi pratica arti marziali, molto semplice, che fa riflettere: affascinante
per un principiante.

Lo zen ha una lunga storia nelle arti marziali. I celebri signori della guerra
Shingen Takeda (1521-1573) e Kenshin Uesugi (1530-1578) praticavano zen.
Munenori Yagyu (1571-1646), il fondatore del ramo Edo Shinkage Yagyu-ryu
kenjutsu, è stato influenzato dallo zen e soprattutto dagli insegnamenti del
monaco buddista Takuan Soho (1573-1645). Miyamoto Musashi (1584-1645) che
scrisse Il libro dei cinque anelli, praticava zen. Uno dei più
famosi budoka,

Tesshu Yamaoka (1836-1888), praticava zen. E’ stato
l’ultimo dei grandi uomini di spada giapponesi. E’ famoso per la sua scuola, Muto
Ryu – la scuola di spada nō – e per la sua spledida e dinamica calligrafia
giapponese. Scrisse la poesia per la propria morte, si sedette in zazen e
morì nella posizione del loto.

Questi uomini erano guerrieri che utilizzavano lo zen
come metodo pratico e reale per aumentare la propria comprensione e abilità. Lo
zen ha dato loro l’equilibrio. In battaglia e di fronte alla morte.
Se sottovaluti
l’avversario – muori.
Se ti lasci catturare dal pensiero della lama del tuo
avversario –  muori.
Se pensi alla
tecnica della tua spada – muori.
Se provi
a vivere – muori. 
Un guerriero senza attaccamento alla vita non
aveva paura della morte.

[…] Lo zen non è complicato. Non è sofisticato. E’ normale. DT Suzuki dice in Zen e Cultura giapponese: “Quando hai fame mangia,
quando hai sete bevi, quando incontri un amico salutalo
.” Questo è tutto.
Questo è tutto ciò che è.
[…] Che cos’è lo zen? È allenamento fisico – qualcosa
che deve essere compreso innanzitutto con il corpo, non con la ragione. OK,
possiamo farlo nel nostro allenamento nel budo.
Lo zen ha un sacco di
ripetizioni. Beh, questo suona come l’allenamento nel budo.
E’ concentrazione e vivere il momento come l’unico momento. Dunque possiamo cercare di farlo anche nel
nostro allenamento nel budo. E’ cercare di mantenere uno spirito puro e semplice.
Cerchiamo di fare anche questo nel nostro budo. In zen si usa la parola mu
vuoto. Muga – vuoto di sé o dell’ego. E ci sono altri concetti che scaturiscono da
mu. Per esempio mushin – la mente non-mente, mushotoku – senza alcun desiderio di
profitto, fama o grado. E mugamae – nessuna presa di posizione o guardia.

Come ho detto, non faccio zen: eppure poiché faccio aikido, faccio zen.

Una semplice
comprensione dei concetti zen può aiutare qualsiasi praticante di arti marziali
ad attaccare con più sincerità, a muoversi più liberamente, a proiettare con più
decisione. Spero che questi concetti zen scaturiscano dal mio allenamento nel budo al resto della mia vita, aiutandomi  a trovare la tranquillità, la verità e la
chiarezza. Possiamo trovare tutte queste cose semplicemente facendo aikido con sincerità. Ma è sempre bene fare uno sforzo cosciente per ricordarle.
Aspetta però! Se si tratta di uno sforzo cosciente non può essere zen! Bene –
questo è il paradosso!

Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta è nel Guinness dei
primati. E’ il best-seller che è stato respinto più volte nella storia: da ben
121 editori. Questo suggerisce che Robert Pirsig avesse una lucida
convinzione, incrollabile, che il suo lavoro valesse la pena. O forse era solo
molto, molto testardo. Questo è un grande consiglio per un praticante di arti
marziali: credi in te stesso. E non mollare mai.»

Niall
Matthews, Zen in the Art of Aikido, www.aikiweb.com 
(trad. dall’inglese VB-Shobu Aiki)

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