Quando la relazione con il ricevente ha inizio?

La relazione con il ricevente si manifesta in profondità durante il trattamento, attraverso il tocco dell’operatore, ma il legame emotivo tra i due ha origine molto prima, già dal momento del loro incontro. Per questo è importante riservare molta cura a questo primo contatto. Quando riceviamo la persona noi la guardiamo, le sorridiamo, l’accompagniamo fino al momento in cui si sdraia sul futon e questo crea fiducia e apertura. Il ricevente non deve trovare dei muri emotivi in noi, altrimenti non sarà disposto a lasciarsi andare e ad aprirsi. Quindi, noi non attiviamo la nostra empatia solo dal momento in cui il trattamento ha inizio.

È importante innanzitutto preparare l’ambiente.

Il ricevente deve essere accolto in un luogo curato e confortevole. WA, Armonia, si riflette anche nello spazio, che deve trasmettere un senso di quiete e pace. Il futon ben disteso, la coperta, l’uso sapiente dei colori, le luci soffuse e la musica sono elementi importantissimi per far sì che la persona che si rivolge a noi si senta bene dov’è e si predisponga ad aprire il canale della comunicazione profonda.

Oltre all’ambiente, dobbiamo curare altri aspetti che costituiscono la base della relazione appena avviata.

 

L’osservazione del ricevente.

Quando il ricevente arriva, noi lo guardiamo e questa osservazione ci dà modo di vedere come si muove, com’è la sua postura, se è rigido in qualche parte del corpo. Questa osservazione non giudicante ci offre delle informazioni sulla persona che abbiamo di fronte, che non riguardano solo il piano fisico. Infatti, quando viviamo una sensazione emotiva che ci disturba tendiamo a contrarre i muscoli, come il diaframma, il trapezio e altre fasce muscolari che modificano la nostra struttura.

Queste contratture costituiscono una corazza e ci fanno sentire meglio, più protetti. Nel momento in cui sorgono non c’è motivo di ostacolarle proprio perché costituiscono, almeno in apparenza, un aiuto. Con il passare del tempo, però, le contratture si sedimentano, si stratificano e diventano parte di noi, influenzando il nostro fisico, le sue capacità di movimento ed espressione, i pensieri e le emozioni. Allora le contratture diventano delle gabbie e non siano più noi a decidere con consapevolezza come muoverci e come esprimere le nostre emozioni. Abbiamo perso la nostra libertà di azione e di espressione, ma anche la libertà di scegliere.

 

L’ascolto del ricevente

Il ricevente ci parla e questo scambio di battute ci dà l’occasione di sentire la sua voce, il tono che usa. A volte il tono di voce stride rispetto alle informazioni che ci vengono fornite dal ricevente. Queste sono indicazioni che ci permettono di capire meglio la persona e i suoi possibili disagi.

 

Il dialogo con il ricevente

Lo Zen Shiatsu agisce in un contesto di calore, affettività ed empatia. La dimensione in cui si pratica è un ambito diverso, più intimo e protetto della maggioranza delle situazioni quotidiane in cui le persone si muovono. Prima di un trattamento può realizzarsi uno scambio di parole, anch’esso importante per la costruzione della relazione. Il dialogo con il ricevente permette a quest’ultimo di sentirsi ascoltato e accolto con tutte le sue caratteristiche fisiche ed emotive.

Questi tre elementi, da considerare con attenzione allo scopo di avviare una relazione di fiducia ed apertura tra operatore e ricevente, relazione che prelude al tocco del trattamento, corrispondono a tre dei quattro tipi di diagnosi descritti nel testo di Masunaga e Ohashi, Zen Shiatsu, che si chiamano Boshin (osservazone), Bunshin (ascolto), Monshin (interrogazione/dialogo). Il quarto è la Setsushin (vd oltre).

Al di là del concetto di diagnosi, questi tre passi sono secondo me imprescindibili per accogliere nella nostra sfera emotiva un’altra persona.

Quando la relazione comincia a costruirsi il trattamento può avere inizio e a questo punto operatore e ricevente si mettono in cammino verso l’esplorazione di una dimensione più profonda.

A questo punto possiamo aprire le Tre Porte della Vita (vd nei prossimi articoli).

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