Visitare il Giappone

Se digiti in internet Giappone,  il motore di ricerca più veloce del web, ti trova immediatamente milioni di link.

A tratti persa in questo mare informatico, mi sono sentita affogare, ma poi la mia ciambella di salvataggio, insieme ai braccioli,  mi hanno tenuta a galla.

L’aikido, la calligrafia e lo zen.

Mi sono chiesta in questo mare d’informazioni che cosa cercare, perché la mia vacanza non assumesse le connotazioni di puro turismo, soprattutto spirituale. Insomma sapevo cosa non cercare!

Da qui ho escluso tutto ciò che le guide suggerivano, tutto quanto espressamente indicato ..e mi sono lasciata andare.

Seguendo un mio immaginario percorso, ho deciso di scoprire come nasce il mito della katana, visitando a Osafune (Per chi fosse interessato ecco l’indirizzo esatto: Bizen Osafune Japanese Sword Museum / Bizen Osafune Token Village  966 Osafune, Osafune-cho, Setouchi-shi, Okayama-ken, 701-4271 )

E qui alcune foto,  della forgiature e del museo!

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E da qui proseguendo con l’immaginazione, il mio pensiero è volato subito in Hombu Dojo a Tokyo e ad Iwama (località non proprio facilmente raggiungibile!).

Tramite il sito di Aikikai mi informo.

http://www.aikikai.or.jp/eng/

Per chi fosse interessato:

Aikikai Foundation, Aikido World Headquarters
17-18 Wakamatsu-cho, Shinjuku-ku, Tokyo, 162-0056 Japan

TEL : 03-3203-9236 / FAX : 03-3204-8145
Email : aikido@aikikai.or.jp

Un negozietto davvero interessante  dove acquistare Keikogi e altre cose: http://iwataco.com/frame2e.html

Tutti mooolto disponibili.

Ringrazio tantissimo Sebastin, con coi mi sono scritta per chiedere informazioni per poter praticare lì da loro e con cui mi scrivo ancora oggi.

Lui che lavora in Hombu Dojo , e quando mi ha visto arrivare in Hombu Dojo, mi ha accolto come se fossi una di casa! Mi ha accompagnata  per tutto l’Hombu Dojo , facendomi vedere le lezioni del Maestro Kanazawa che insegnava ai bambini e poi ci ha portati su al terzo piano e ci ha  spiegato come comportarci all’arrivo del Doshu e durante tutta la lezione!

Posso garantire che le emozioni provate nel dojo, sono state… per dirlo come l’ho detto al Doshu (!) ….one millions thrills!

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Shhhh shhhhh… Ecco alcune foto scattate di nascosto nel Dojo questo perché rientra nel reishiki …

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Altro luogo volutamente non scovato è il monastero di Eihei ji…

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Il tempio principale della scuola zen Soto fondato, da Dōgen nel 1244, nei pressi di Echizen.

La leggenda narra che la vicinanza con l’ostile monastero Tendai  Enryaku ji lo convinse nel 1243 Dōgen ad un trasferimento su un eremo di montagna ad Echizen , denominato Daibutsu-ji (大佛寺), ottenendo qui la protezione del potente samurai  Hatano Yoshishige (波多野義重, ?-1258), governatore di Kyoto, grazie al quale poté trasformate questo eremo in un vero e proprio fiorente monastero che, nel 1246, fu denominato come Eihei ji  (永平寺). Nello Eihei ji  Dōgen completò lo Shobogenzo .

Ma al di là della leggenda.. la verità è che questo monastero non è un monastero per chiunque… è Il Monastero con M maiuscola!

Monastero legato alla tradizione , un monastero di formazione !

Il mio amico Togen Moss, a cui ho scritto per molto tempo e che mi ha  ben spiegato la vita monastica in cosa consiste, mi ha detto che bisogna essere ben convinti di fare questo passo ( anche Bruno mi ha detto la stessa cosa!!!)

Ecco il perché, ve lo riassumo  qui :

Sveglia alle ore 4.00

Za zen ore 4.30

Colazione ore 7.00

Pulizie e lavori.

Pranzo  ( cucina zen !)ore 12.00

Lavori e studio

Zazen ore 5.00

Cena

Sonno ore 9.00

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Interessante, vero!

Bhè queste foto purtroppo non sono mie!

I miei compagni di viaggio non se la sono sentita , io lo avrei anche fatto … ma non volendo obbligare nessuno ( a dire il vero , ho provato in mille modi  a convincerli  !!!)  ho dovuto rinunciare mio malgrado…però durante le miei ricerche però mi sono imbattuta nuovamente in un un monastero della tradizione Zen soto.

Sojo ji.

E l’esperienza che ne è derivata, non è esprimibile e a parole.

Oggi Hiroki Takei , Alias il mio amico Monaco Zen Kuoki, ancora mi scrive , vuole saper come viviamo , cosa facciamo noi occidentali.

Vuole sapere di Aikido, di calligrafia e Zen che pratico in Italia.

E io voglio sapere tutto di lui.

Un amico di penna elettronica! Un amico.

Ci ha regalato ore indimenticabili, facendoci scorrazzare ( nel massimo rispetto!!)  nel monastero.

Facendoci vedere cose “che voi umani non potete nemmeno immaginare!”
Vi regalo alcune immagini che possano parlano per me…

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Ed ora arriviamo al vero motivo del post…

Le calligrafie.

In ogni monastero in cui siamo stati , i Giapponesi  hanno l’ usanza, di farsi calligrafare su un apposto libretto  di preghiere  una “preghiera”  sia di tipo shintoista che Buddhista, diverse  per il tipo di monastero in cui si recano a pregare. A volte non sono nemmeno preghiere, sono vere e proprie frasi da recitare, mantra.

Metto fra virgolette la parola preghiera perché vorrei dare a questo argomento la giusta dimensione, senza  però voler aprire una discussione sull’argomento.

Io credo che, nel mondo delicato Giapponese , sia meglio definire la parola preghiera  come, invitare gentilmente qualcuno  a fare qualcosa…. Senza spirito di ottenimento ( moshutoku!).

In Giappone ogni pensiero è indiscutibilmente legato ad un mentalità diversamente originale , confusamente ordinata e segretamente chiara.

Occorre rispettare, proprio come per ogni altra cultura le differenze e le peculiarità .

Come dovrebbe essere per ogni essere umano.

Anche se un concetto “banalmente comprensibile” lo voglio comunque specificare …non fa mai male!

 

Ecco a voi una raccolta di calligrafie fatte  in vari tempi  del Giappone….

 

Qui di seguito il Tempio a Kamakura Kencho -ji

Si tratta di un tempio della setta Rinzai che è al primo posto tra i cinque grandi templi di Kamakura. Il tempio è stato costruito nel 1253 da Rankei Doryu, un maestro Zen cinese che si è trasferito in Giappone in seguito all’invito di Hojo Tokiyori, shikken (reggente) del governo di Kamakura

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Kamamuka , Daibutsu Kotoku, Grande Buddha.


 

Tokyo Meiji-Jingu

Isolato in un contesto boschivo nel cuore di Tokyo, il Meiji-jingu è una perla del culto shintō ed al centro della vita culturale edochiana.


 

Nikko Futasan Shire

Futarasan Jinja è un santuario shintoista situato nella città di Nikko, nella prefettura di Tochigi, in Giappone. Il santuario è dedicato ai kami (divinità scintoiste) dei tre monti più sacri di Nikko: il monte Nantai, il monte Nyoho e il monte Taro. In particolare le tre divinità sono Ōkuninushi , Tagorihime e Ajisukitakahikone.
Insieme ai santuari di Toshu-gu e Rinno-ji, rappresenta il complesso dei luoghi sacri di Nikko inseriti nel patrimonio UNESCO. Al suo interno vi sono strutture e manufatti inscritti nella lista dei tesori nazionali del Giappone.


 

Tokyo Senso Ji

L’antico tempio buddista Senso-ji è uno dei simboli di Tokyo. Con la sua storia millenaria rappresenta il tempio più importante e antico della città ed è la meta preferita dei turisti oltre che il cuore pulsante di una comunità locale vivace e gentile, sempre pronta ad aiutare i visitatori fornendo loro qualsiasi informazione necessaria. Il tempio Senso-ji trova nel centro storico di Tokyo, ad Asakusa e mentre in origine era la sede della scuola Tendai, oggi è un tempio indipendente.


 

Nikko Rinnoji Temple

Rinnoji è il più importante tempio di Nikko, fondato dal monaco buddista Shodo Shonin, cui si deve l’introduzione del buddismo a Nikko nel VII secolo. Grazie alla sua posizione isolata, immerso nelle montagne, il luogo ha attirato nei secoli molti monaci buddisti in cerca di solitudine e raccoglimento.


 

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Toshogu Shire

Quello di Toshogu è un santuario shintoista (e mausoleo) dedicato a Tokugawa Ieyasu, il fondatore dello shogunato Tokugawa, ultimo shogunato del Giappone, che guidò il paese per oltre 250 anni, fino al 1868. Il santuario è dedicato agli spiriti di Ieyasu e a quelli di altri due personaggi storici del Giappone, ossia Toyotomi Hideyoshi e Minamoto Yoritomo. In pieno periodo Edo, lo shogunato Tokugawa organizzava delle processioni verso il santuario, tanto che ancora oggi si tengono dei festival annuali, precisamente in primavera e autunno, che derivano proprio da questa antica usanza e che sono conosciuti con il nome di Processioni dei Mille Guerrieri.
Il fisico americano Richard Feynman si recò in visita al tempio

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Eikando Temple Kyoto

Eikando e’ un tempio famoso per il Buddha a cui e’ dedicato, “Amida voltato”, e i suoi tigli in autunno. Il nome ufficiale e’ Zenrin-ji, ed e’ il tempio principale del Buddhismo Jodoshu di scuola Seizan Zenrin-ji. Fu costruito nel 853 da Shinsho, discepolo di Kukai, come tempio del Buddhismo Shingon, ma nella seconda meta’ del XI secolo il monaco Yokan (o Eikan, origine del nome Eikando) divenne abate, e il tempio divento’ affiliato al Buddhismo Jodoshu. Il tempio contiene molte immagini di Buddha dall’era Kamakura (1185-1333) in poi, compreso il tesoro nazionale “Yamagoshi Amida” (Amida che supera le montagne).

“Amida Voltato”
La statua di legno “Amida Nyorai Ritsuzo”, tesoro nazionale e Buddha principale dell’Eikando, fu costruita tra la tarda era Heian (794-1185) e gli inizi dell’era Kamakura. E’ chiamata “Amida voltato” giacche’ lo sguardo del Buddha e’ rivolto obliquamente all’indietro. Secondo la leggenda, questa figura verrebbe da quando il Buddha guidava Eikan nella recitazione della preghiera Nenbutsu, e si giro’ verso il discepolo per dire “Eikan, ti attardi”. Per raggiungere la sala Amida-do, dove e’ conservata la statua, si attraversa il corridoio costruito a ridosso del monte, il “Garyu-ro” (Corridoio del Drago Dormiente)

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Kodaiji

Kyoto Il Kodai-ji oggi è un tempio della setta Rinzai una delle scuole del buddismo zen, ma alle sue origini era la dimora di Kita-no Madokoro, familiarmente, appunto, chiamata Nene, moglie legittima di Toyotomi Hideyoshi, un personaggio molto importante per la storia giapponese, colui che nel XVI secolo riunificò il paese in uno stato unitario e conquistò la Corea e che tra i vari meriti, voglio ricordare, proibì l’uso delle armi se non da parte di chi fosse di stirpe guerriera e abolì la schiavitù in favore del lavoro salariato, forse perché le sue origini umili lo avevano visto in gioventù servire vari signori.

Nel 1606 essendo oramai morto il marito Nene si stabilì in questa dimora essendo comunque rimasta sotto la protezione di Tokugawa Ieyasu, che era diventato shogun, ma che era stato prima avversario e poi fedele vassallo di Toyotomi Hideyoshi, a cui volle appunto dedicare questo tempio palazzo.
Il Kodai-ji costruito in stile Momoyoama, più ricco di altri per quello che è la semplicità dell’architettura giapponese, si compone di sontuosi edifici tra cui è visitabile la sala principale (hojo) che originariamente era ricoperta di lacche ed oro, andate perse in un incendio nel XVIII secolo.
Si accede alla sala togliendosi le scarpe e ci si può rilassare contemplando il bellissimo giardino zen di ghiaia pettinata a simboleggiare l’oceano, quando ci sono stato era un pomeriggio caldo ed umido, come Kyoto sa riservare, e ricordo con piacere quel momento di pace.

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Entoku Ji Kyoto

E’ un tempio all’interno di Kodaiji .

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Ginkakuji

 Kyoto

Dopo il “Kinkakuji” (il tempio d’oro) uno dei templi più famosi di Kyoto è sicuramente il Ginkakuji, il tempio d’argento. Si tratta di un tempio zen che si trova nella zona di Higashiyama. Fu costruito come dimora di uno Shogun e successivamente diventò un tempio Zen.

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Kamamkura Engaku-ji

E’ il primo dei templi della zona di Kamakura, se con treno si scende alla stazione di Kitakamakura. Bello il complesso religioso, che ospita una scuola zen, con edifici ben conservati e angoli molto mistici. Molto belli i cortili ed i giardini.

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ZojojiTokyo

Nel quartiere di Minato, Tokyo, si trova il grande tempio di Zojo-ji, un luogo sacro molto importante per gli appartenenti al Buddismo Jodo Shu, una dottrina che nacque in Cina e fu poi introdotta in Giappone dal monaco Honen Shonin. Questo tempio rappresenta la culla del buddismo Jodo Shu i cui principi ancora oggi vengono diffusi e insegnati ai fedeli e ai giovani monaci proprio in questo luogo.

Al tempio di Zojo-ji potrete non solo conoscere gli insegnamenti di questa scuola del buddismo, ma anche scoprire la storia di una ricca e potente dinastia, il clan Tokugawa, che ebbe profondi legami con questo luogo sacro portando il tempio di Zojo-ji a diventare, nel periodo Edo, uno dei templi più rinomati e maestosi del paese.


 

Kamakura Tsurugaoka Hachimangu

Fu costruito su ordine di Minamoto Yoriyoshi, fondatore del clan dei Minamoto, che conquistò il potere dopo una lunga battaglia contro i clan rivali, tra cui la famiglia Taira; questo edificio apparteneva al santuario Iwashimizu e venne realizzato per rendere omaggio al dio della guerra Hachiman



 

Kinkakuji Kyoto

Il Kinkakuji è un tempio buddista situato nella città di Kyoto, in Giappone, uno degli edifici più popolari e visitati di tutto il paese, meta ogni anno di un gran numero di visitatori. Tra le sue particolarità, il bellissimo giardino, progettato secondo i canoni del periodo Muromachi, considerato un età classica in fatto di progettazione degli spazi verdi e caratterizzato da un’attenzione speciale al rapporto tra edifici e spazio circostante, in un’armonia compositiva che è da sempre oggetto di ammirazione.

Il nome del tempio deriva dalla foglia d’oro con cui è ricoperto il padiglione: l’oro ha infatti un forte valore simbolico di purificazione da ogni tipo di inquinamento o pensiero negativo ed è inoltre funzionale a creare un particolare riflesso sullo stagno, grazie alla luce del sole. Escludendo i sotterranei, l’intero padiglione è ricoperto di foglie d’oro puro, motivo per il quale l’edificio viene spesso paragonato ad un altro tempio situato a Kyoto, ossia il Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento. La pagoda, che si articola su tre piani, contiene inoltre le reliquie del Buddha.

Il tempio di Kinkakuji è stato inserito tra i beni culturali sotto tutela nazionale e, insieme agli altri monumenti di Kyoto, rientra nel patrimonio Unesco


 

Ovviamente in ogni angolo del Giappone  si respira profumo d’inchiostro, sapore zen e ovunque si può gustare delicatezza e arte.

E’ un popolo  da conoscere e non giudicare, un paese da scoprire, una nazione rimasta chiusa per anni in se e nello stesso tempo ora si sta aprendo al mondo.

Ci sarebbero moltissime altre cose da mostrarvi e descrivervi… il Museo di DT Suzuki, i templi di Kyoto, la porta senza porta,  i manga, Tokyo, Ikkyu e tantissimo altro… magari in altri post!

Un saluto!
Monica

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