Kisu no Hi キスの日 –

By sakura

Il 23 maggio è una ricorrenza molto particolare in Giappone. Che ci crediate o no, si festeggia il Kisu no Hi キスの日 (Kiss Day o Giorno del Bacio).

Questa celebrazione deriva dal fatto che proprio il 23 Maggio 1946 è stato trasmesso in Giappone un film, dal titolo “Hatachi no Seishun” dove per la prima volta fu possibile vedere esplicitamente la scena di un bacio.

Questo per un Occidentale potrebbe risultare strano, particolare, forse un evento curioso in quanto siamo abituati alla presenza dei baci nella nostra vita e li diamo/riceviamo con frequenza tutti i giorni. In Occidente infatti i genitori e figli si baciano, ci si bacia sulla guancia anche tra donne, tra uomini o tra uomini e donne in segno di saluto ma anche tra fratelli, tra sorelle o tra fratelli e sorelle in segno di affetto; anche i personaggi pubblici e politici lo fanno pubblicamente. Insomma per noi il bacio è davvero qualcosa di naturale e molto frequente come modo per dimostrare affetto oltre che essere ormai considerato come un semplice saluto.

In Giappone le cose, per quanto riguarda il bacio, sono concepite in maniera differente. Il saluto è scandito da inchini e in alcune occasioni, oggi, da strette di mano. Il bacio quindi, quello che in altre culture è visto come simbolo di affetto, amicizia anche, o saluto, in Giappone ha solo un significato ed è legato all’intimità tra due persone che avviene solo in forma privata.

Questo modo di concepire il bacio deriva forse dal fatto che negli anni 20 una legge proibiva i baci, o meglio, si consideravano come illegali o inappropriati se dati in pubblico. Tale legge è rimasta in vigore sino al ’45 quando finalmente venne ritirata in seguito all’occupazione e alla fine del conflitto mondiale.

Molti giapponesi, che non includono nelle loro tradizionali usanze il bacio, considerano il baciarsi come un qualcosa importato dall’Occidente, tuttavia non è da definirsi come un dato di fatto, visto che ancor prima dell’arrivo in Giappone delle influenze occidentali, i baci c’erano ed erano anche raffigurati ad esempio nelle Shunga (immagini “pornografiche” rilasenti al periodo Edo) in cui vengono mostrate immagini di coppie che si baciano durante l’atto sessuale.

Oggi però le cose sono un pò cambiate, ma non tantissimo. Con la crescente popolarità dei matrimoni in stile occidentale, adesso in Giappone è diventato un pò più comune per gli sposi baciarsi dinanzi a tutti a fine cerimonia anche se la tradizione comunque, non consente agli altri membri maschi della cerimonia di baciare in segno di affetto e congratulazioni la sposa.

Nonostante ora la visione del bacio sia un pò più aperta, anche tra i giovani innamorati, rimane comunque ancora ben radicata l’idea che il bacio sia qualcosa di molto intimo tra due persone, ragion per cui, è ancora tutt’oggi difficile trovare coppie che si baciano in pubblico e quando ciò accade viene considerato parecchio audace e suscita non poco scalpore.

Possiamo vederlo negli anime o nei manga di come un bacio viene considerato qualcosa di “speciale”, prima di raggiungere il momento del bacio, si passa attraverso una serie di emozioni, sentimenti contrastanti tra loro nella ricerca di un momento di assoluta riservatezza.

Mentre in Occidente baciare il proprio marito o la propria moglie è una cosa naturale anche dopo il matrimonio, dove si bacia il proprio compagno o compagna, anche più volte al giorno, in Giappone invece il bacio ancora oggi, viene visto come un atto “riservato solo a momenti davvero speciali e intimi” mentre apertamente si preferisce manifestare il proprio amore con gesti affettuosi e pieni di gentilezza quale un massaggio, una deliziosa cena ecc…

Che il bacio viene visto come un qualcosa di “tipicamente” occidentale è intuibile anche dalla scelta linguistica dove si preferisce usare, per indicare la parola“bacio”, キス”kisu scritto in katakana come trascrizione della parola inglese “Kiss”.

Ovviamente esiste anche una parola giapponese per indicare “bacio” che è Seppun 接吻, ma tutt’oggi, con l’avvento dei suoni e delle parole straniere all’interno del dizionario giapponese, il suo uso si è notevolmente ridotto.

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Attraverso infatti alcuni saggi, il libro illustra i valori, gli ideali, le abitudini, modelli di comportamento e stili di vita e di comunicazione tipiche del Giappone con particolari riferimenti al rapporto-uomo donna, alla semplicità e all’eleganza come sinonimo di bellezza e al modo di essere del “guerriero” che tanto ha influenzato negli anni il comportamento e lo stile di vita di un giapponese.

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