Scuola zen soto eiheiji

Dal sito www.zen-soto.net

La nostra Scuola Zen Soto

Nome della Scuola (Shumei)

Sotoshu – Scuola Zen Soto (Scuola Soto)

Tradizione (Dento)

La Scuola Soto trasmette il vero Dharma (buddista) così come ricevuto da Shakyamuni Buddha attraverso gli antenati. La Scuola trasmette il vero Buddha Dharma tramandato di generazione in generazione dal fondatore della dottrina, Shakyamuni Buddha, fino ad oggi tramite i patriarchi.

La creazione della Scuola in Giappone (Nihon Kaishu)

La Scuola Soto riconosce due eminenti partiarchi come fondatori: Dogen Zenji e Keizan Zenji. L’essenza della Scuola Soto è stata trasmessa dalla Cina ottocento anni fa, durante il periodo Kamakura, da Koso Dogen Zenji. Il quarto patriarca giapponese della scuola fu Taiso Keizan Zenji, che contribuì notevolmente al miglioramento degli insegnamenti e all’espansione della scuola.

 

Daihonzan (i due templi/monasteri principali)

Eiheiji della prefettura di Fukui, venerabile fondatore Koso Dogen Zenji Sojiji della prefettura di Kanagawa, venerabile fondatore Taiso Keizan Zenji

 

L’immagine principale di venerazione (Honzon)

La figura principalmente venerata nella Scuola Soto è Shakyamuni Buddha. La maggior parte dei templi e degli altari domestici presenta un’immagine di Shakyamuni Buddha.

Il canto principale per esprimere devozione a Shakyamuni Buddha (Honzon Shomyo)

Namu-Shakyamuni-Butsu (Omaggio a Shakyamuni Buddha)

Dottrina buddista (Kyogi)

Siamo tutti figli di Buddha e siamo venuti al mondo dotati di mente di buddha (busshin). Tuttavia, non riuscendo a realizzare ciò, viviamo vite volitive ed egoistiche, che causano molta sofferenza.
Se pratichiamo il pentimento in nome di Buddha e ci rifugiamo in lui, le nostre menti si quieteranno, le nostre vite diventeranno armoniose e luminose e ci rallegreremo di essere al servizio della società. Sperimenteremo inoltre la fede profonda che ci consentirà di sopportare qualsiasi difficoltà. Per scoprire la felicità e una vita che vale la pena vivere, ecco l’insegnamento della Scuola Soto.

Sutra buddisti (Okyo)

Recitiamo vari sutra buddisti, tra cui Shushogi (Significato della pratica e verifica), Hannya Shingyo (sutra del cuore della grande saggezza), Kannongyo (capitolo “Via Universale” del sutra del loto) e Juryohon (capitolo “Rivelazione della Vita Eterna del Tathagata” del sutra del loto).

Storia della Scuola Zen Soto

Fu durante il periodo Song Meridionale che Dogen Zenji fece il suo viaggio in Cina per studiare il Dharma. Dopo avere visitato numerosi templi, Dogen, all’età di 26 anni, incontrò Nyojo Zenji, abate del monastero Tendosan Keitokuji ed erede del Dharma del lignaggio Zen Soto.
Questo fortunato incontro permise a Dogen Zenji di studiare con Nyojo Zenji e accedere così al Dharma di Buddha autenticamente trasmesso, così come venne tramandato da Shakyamuni Buddha.

 

 

Subito dopo il suo ritorno in Giappone, all’età di 28 anni, Dogen Zenji scrisse il trattato Fukan-zazengi (Regole universali per la pratica di zazen) con il proposito di diffondere il Dharma autentico. Nonostante l’opposizione delle scuole buddiste giapponesi più antiche, e specialmente dei monaci del monte Hiei, Dogen volle divulgare gli insegnamenti ricevuti e fece immediatamente suo il compito di formare chiunque fosse alla ricerca della Via. Con questo proposito si stabilì in un primo tempo presso il tempio Koshoji a Uji e, in seguito, presso il tempio Eiheiji a Echizen. Convinto che sarebbe valsa la pena di istruire anche una sola persona, o perfino mezza, si dedicò con tutte le sue energie a formare veri seguaci della Via di Buddha.

Il pensiero di Dogen Zenji fu accolto dai suoi successori: Koun Ejo Zenji, il secondo abate del tempio Daihonzan Eiheiji, e Tettsu Gikai Zenji, fondatore del tempio Daijoji a Kaga. A ereditare il Dharma fu KeizanZenji, discepolo di Tettsu Gikai Zenji. Tra i discepoli di Keizan Zenji vi fu anche Meiho Sotetsu Zenji, che in seguito avrebbe ereditato il tempio Yokoji, e Gasan Joseki Zenji, che ereditò quello Daihonzan Sojiji. Questi maestri educarono a loro volta numerosi altri eccellenti studenti che diffusero gli insegnamenti della Scuola Zen Soto in tutto il Giappone.

La Scuola Soto raccolse intorno a sé molti seguaci, principalmente appartenenti alle famiglie agiate delle zone rurali o gente comune, mentre la Scuola Zen Rinzai, anch’essa erede di una corrente dello Zen cinese, trovò favore presso i potenti dell’epoca, compresi lo shogunato e la nobiltà. Per questo la Scuola Soto diffuse i suoi insegnamenti soprattutto nelle campagne.

Verso la fine del periodo Kamakura e durante il periodo Muromachi, la Scuola Rinzai fondò cinque importanti templi a Kyoto e Kamakura, inaugurando così il sistema detto “cinque montagne e dieci templi” (Gozan-Jissetsu). Ciò promosse grandemente lo sviluppo della cultura influenzata dal pensiero Zen, in particolar modo nel movimento letterario conosciuto come Gozan-Bungaku (letteratura delle cinque montagne). Al contrario, la Scuola Soto evitò contatti con il potere centrale, preferendo mescolarsi con la gente comune e rispondere alle necessità più semplici pur continuando la propria lenta, ma decisa, attività di insegnamento. Nel corso della storia, tuttavia, la Scuola Soto ha vissuto periodi di confusione e cambiamento.

L’entrata in vigore dello jidan seido (sistema di appartenenza ad un tempio) stabilito dallo shogunato durante il periodo Tokugawa fece sì che i templi di tutto il Paese fossero inseriti in un’organizzazione di tipo centralizzato e, di conseguenza, controllati. E proprio in quest’epoca la Scuola Soto contò molti dei suoi grandi maestri tra cui Gesshu Soko, Manzan Dohaku e Menzan Zuiho. Queste personalità diedero un enorme contributo nel correggere gli errori di trasmissione del Dharma evidenziando la necessità di tornare all’originale memoria di Dogen Zenji, ovvero alla trasmissione autentica da persona a persona (menju-shiho). Ciò faceva parte di un movimento finalizzato a fare rivivere lo spirito originario della Scuola Soto e fu seguito da un’intensa attività di ricerca, revisione e pubblicazione di classici di questa Scuola, a cominciare dallo Shobogenzo (L’occhio e il tesoro della vera legge), opera magna di Dogen Zenji.

Con la Restaurazione Meiji, il nuovo governo, supportato dalla teologia shinto, pose in evidenza l’autorità dell’imperatore e la sua natura divina. Per la stretta relazione tra il sistema imperiale e la religione autoctona giapponese, il governo fece in modo di collocare la religione shinto al centro della società, separando shinto e buddismo nel tentativo di reprimere quest’ultimo. Si arrivò perfino a dichiarare la necessità di “abbandonare Buddha e liberarsi di Shakyamuni” (haibutsu-kishaku). Ciò fu un grave colpo per il mondo buddista, ma le varie Scuole riuscirono a superare la difficile congiuntura.

In questo periodo la Scuola Soto vide l’opera di Ouchi Seiran Koji, che curò la versione originale dello Shushogi (Significato della pratica e verifica). Azegami Baisen Zenji, del tempio Daihonzan Sojiji, e Takiya Takushu Zenji, del tempio Daihonzan Eiheiji, revisionarono il testo di Ouchi e ne fecero la base da cui diffondere l’insegnamento della Scuola Soto. Lo Shushogi ha rivestito perciò un ruolo di primaria importanza nella divulgazione degli insegnamenti. Oggi la Scuola Soto è uno dei più importanti movimenti religiosi con circa 15000 templi.

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