Mushotoku

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MUSHOTOKU = senza alcun scopo personale

“Il Dharma del Buddha si è trasmesso da maestro a discepolo attraverso la concentrazione in zazen. E questa concentrazione non è una tecnica particolare ma risulta al contrario dall’abbandono dello spirito della tecnica, lo spirito che vuole sempre manipolare le cose per ottenere qualcos’altro.
La pratica di zazen è realizzata spogliando il corpo e lo spirito da ogni spirito di ottenimento. Non c’è bisogno di nient’altro che questo. Anche se dopo zazen cantiamo dei sutra, facciamo delle cerimonie, pratichiamo delle prosternazioni, queste pratiche non sono necessarie. Una sola cosa è necessaria: abbandonare completamente se stessi nella pratica di zazen.

Quando cominciamo a cercare il Dharma, è molto lontano da noi perché ce ne facciamo una certa idea e così ce ne separiamo. Ma quando abbandoniamo tutte le idee, tutte le nozioni, il Dharma che siamo noi stessi si attualizza nella nostra pratica. E’ una grande liberazione. Ma se pensiamo di aver ottenuto la grande liberazione, allora ne facciamo immediatamente qualcosa di limitato.

Nel Sutra di Vimalakirti Sariputra chiede a una dea che ha una bellissima voce: “Che cosa avete ottenuto, quale realizzazione vi ha dato un tale potere di espressione?” Ella rispose: “E’ il fatto che non ho guadagnato nulla e non ho realizzato nulla che mi ha permesso di raggiungere questo stato”.
Perché secondo il Dharma del Buddha colui che raggiunge, che ottiene qualcosa, è qualcuno pieno di vanità. E così, in definitiva, l’essenza del Dharma del Buddha è la pratica mushotoku.
E’ quello che ha insegnato per quindici anni ogni giorno il Maestro Deshimaru: solamente mushotoku; e così lo spirito è immediatamente liberato da tutti i suoi veleni.”

– M. Yuno Roland Rech, insegnamento (kusen) durante zazen al ritiro (sesshin) a Ghigo di Prali, maggio 2008.

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