Incontro con un vero Roshi OKUMURA

Milano 23.09.2018

Una rara occasione per incontrare uno dei più importanti Maestri Zen contemporanei.

Okumura Roshi rappresenta uno dei pochi maestri zen giapponesi che hanno viaggiato oltremare per insegnare al pubblico occidentale il buddismo.

Okumura è una di quelle poche persone viventi oggi in grado di trasmettere l’essenziale del vasto  canone Zen giapponese per il pubblico occidentale, con una grandissima conoscenza, un vero studioso.

In modo unico, combina questa conoscenza con l’esperienza di una vita che pratica zazen. Nei suoi scritti e conferenze, illumina i testi di Dōgen da entrambe le prospettive.

Io domenica 23 settembre alle ore 17.00 c/o il Dojo Enso-ji ho assistito ad una sua conferenza, ascoltando completamente rapita, mi sono accorta di aver ascoltato un vero Maestro parlare.

Nessun mito nessun leggenda, solo Lui che ci parla di Waka, poesie di 31 sillabe, scritte da Dogen.

QUI E ORA, ho ascoltato ogni sua singola parola.

Biografia e lignaggio.

Dal sito degli amici del  Dojo Anshin di Roma,  che vi invitiamo a visitare !

https://www.anshin.it

Shohaku Okumura Roshi è nato a Osaka, in Giappone nel 1948. Ha studiato Buddismo Zen all’Università Komazawa di Tokyo ed è stato ordinato da Kosho Uchiyama Roshi, nel 1970. Ha praticato insieme al suo maestro fino al 1975, anno in cui è andato negli Stati Uniti. Dopo aver praticato presso il Pioneer Valley Zendo nel Massachusetts, nel 1981 è tornato in Giappone, dove ha cominciato a tradurre in inglese gli scritti di Dogen Zenji e Uchiyama Roshi. Okumura-roshi è stato insegnante presso il Centro Zen Soto di Kyoto e poi alMinnesota Zen Meditation Center di Minneapolis, in Minnesota, e ha guidato sesshin e gruppi di studio negli Stati Uniti, in Giappone, Europa e America Latina. Dal 1997 al 2010 è stato direttore del Soto Zen Education Center di Los Angeles , l’ufficio della sede amministrativa della Scuola Soto Zen giapponese, poi trasferito a San Francisco con la denominazione Soto Zen International Center. Nel 1996 ha fondato la Sanshin Zen Community in Bloomington, nell’Indiana, dove attualmente vive e insegna. E’ stato descritto  come una delle  figure principali della trasmissione del lignaggio Zen Soto in Nord America, instancabilmente impegnato  nel colmare il divario tra la tradizione zen giapponese la sua espressione occidentale.

 

“Sebbene sia un nuotatore lento, mi considero fortunato ad aver potuto nuotare senza interruzione nel grande oceano e sono estremamente grato al mio Maestro, ai miei fratelli di Dharma e agli amici che hanno sostenuto la mia pratica.”

 

I maestri

Kosho Uchiyama Roshi è uno dei più stimati moderni maestri Zen giapponesi. Nato a Tokyo nel 1912, in Giappone, conseguì il Master in filosofia occidentale presso la Waseda University nel 1937. Fu ordinato sacerdote Soto Zen nel 1941 da Kodo Sawaki-roshi. Alla morte di Sawaki Roshi nel 1965, Uchiyama Roshi, divenne l’abate di Antai-ji, che all’epoca aveva sede a Kyoto. Contrariamente al suo maestro, non ha viaggiato molto, ma ha cercato per quanto possibile di rimanere ad Antaiji con i suoi discepoli. Nel 1975 si ritirò da Antai-ji e visse con la moglie a Noke-in, un piccolo tempio al di fuori di Kyoto fino alla sua morte, avvenuta il 13 marzo 1998. Ha scritto circa 20 libri sullo Zen, tra cui alcune traduzioni di testi Dogen Zenji in giapponese moderno. Sebbene non lasciò mai il Giappone, ha esercitato una notevole influenza in molti praticanti occidentali. Uomo di ampia cultura e con una visione religiosa aperta al mondo spirituale occidentale, praticò per tutta la vita, assieme allo Zazen lo studio dei Vangeli, indicando la necessità, per le generazioni future, dell’incontro profondo e sincero fra Buddhismo e Cristianesimo.

“Una rosa fiorisce come una rosa. Una viola fiorisce come una viola. Vivete risolutamente il vostro sé e fate sbocciare naturalmente il vostro fiore !”

 

Kodo Sawaki Roshi è stato descritto dal suo discepolo, Uchiyama Roshi, come, “un antico maestro Zen: senza paura nè convenzioni”. A 7 anni, perse entrambi i suoi genitori e anche lo zio che lo aveva preso in custodia,così fu adottato da un giocatore professionista. A 16 anni, andò ad Eihei-ji con l’intenzione di diventare monaco. L’anno successivo fu ordinato da Koho Sawada, abate di Soshin-ji, e gli fu dato il nome, “Kodo”. Nel 1923, iniziò a viaggiare in tutto il Giappone per tenere conferenze e guidare sesshin (ritiri). Sawaki Roshi non ebbe mai un luogo stabile di pratica, e a causa della sua riluttanza a stabilirsi in un tempio, gli fu dato il soprannome di “Kodo senza casa”. Fu docente di letteratura Zen alla Komazawa University dal 1935 al 1963,  unico caso nella Storia giapponese per una persona provvista della sola licenza elementare. Fondatore de l’Antai-ji Shichikurin Sanzen Dojo nel 1949, vi si stabilì nel 1963 e vi morì il 21 dicembrene 1965 all’età di 86 anni.

“Religione vuol dire vivere un sé sempre nuovo, che non si lascia ingannare da niente.” 

 

Io, Okumura Roshi  e Rita.

 

 

Guglielmo, traduttore e Maestro zen , Bruno, Yuko Okumura, Okumura  , Cristina e Annamaria.
Il meraviglioso libro “Il canto dello zen” autografato da Okumura. Qui e ora ..io e Rita felici, arricchite e nello stesso tempo senza parole!

Il meraviglioso libro “Il canto dello zen” autografato da Okumura. Qui e ora ..io e Rita felici, arricchite e nello stesso tempo senza parole!

 

 

Le frasi, secondo me  più belle del Roshi:

La nostra esistenza è come una mano. Ogni dito è indipendente, ha un’unica forma e un’unica funzione, eppure opera sempre insieme alle altre dita. È lo stesso per gli esseri umani in quanto individui: possiamo essere un dito solo in relazione ad altre dita che operano come un’unica mano. Sebbene questa sia la realtà della vita umana, ne siamo inconsapevoli e siamo convinti di essere il centro dell’universo. Dobbiamo ritornare alla realtà che precede l’egocentrismo.

Il canto dello zen

 

“Qui, pensiero illusorio significa pensare basato sulla separazione, sulla discriminazione o sulla dualità. Naturalmente alcuni pensieri sono più vicini alla realtà e altri potrebbero essere più vicini alla fantasia, ma nessun pensiero è la realtà stessa. Ci sono pensieri buoni e cattivi, ma buoni e cattivi si basano sulla nostra discriminazione. Trascendere tali discriminazioni e vivere nella realtà stessa viene illuminato dalla luce ultima del Buddha.

Shohaku Okumura

 

“In questo libro, sto comunicando attraverso questa scrittura e spero che la mia comunicazione sia un’espressione dell’impermanenza e della mancanza di un’esistenza indipendente. Ma se mi aggrappo per errore alle mie idee egocentriche e scrivo sulla mia comprensione solo per convincere gli altri delle mie opinioni, non sto esprimendo prajna. La mia comunicazione diventa solo un’espressione del mio desiderio egocentrico. (Cerco di non farlo, ma non sono sicuro di esprimere veramente prajna, quindi per favore non fidarti di me!) Devi essere veramente libero da ciò che dico e devi indagare su prajna e praticare prajna te stesso. Ciò che posso comunicarti è solo la mia comprensione dalla mia lettura, dalla mia pratica e dalla mia vita quotidiana; Non riesco a comunicare una comprensione della realtà della tua vita. Devi indagare sulla tua vita per te stesso.”

Shohaku Okumura

 

La Via del Buddha include sia il sé che gli oggetti. La Via del Buddha include sia le persone sedute che le sedute che fanno. In realtà sono una cosa. Questo è molto difficile da spiegare, tuttavia è una realtà ovvia delle nostre vite. Questa realtà non è uno stato o una condizione speciale che viene compiuto solo da persone cosiddette “illuminate”. Anche quando non ce ne rendiamo conto, il sé, l’azione e l’oggetto stanno lavorando insieme come un’unica realtà, quindi non abbiamo bisogno di allenarci per trasformarli in una cosa sola nella nostra mente. Se il sé, l’azione e l’oggetto erano davvero tre cose separate, non potevano diventarlo. La verità è che sono sempre una realtà, indipendentemente da ciò che facciamo o pensiamo. Studiare il sé è dimenticare il se!

Shohaku Okumura

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