Aikido o AIKIDO setta?

Aikido o AIKIDO setta? Scopri dove sei finito… 

I neofiti assoluti talvolta ci dicono “Si, voi dite tante belle cose… ma chi non ha esperienza come fa a capire se è finito in un buon posto per studiare Aikido?”. 

Crediamo che una risposta semplice non ci sia e molto un principiante lo dovrà comprendere sulla propria pelle, anche a rischio di dover cambiare Maestro o gruppo di studio, se si rendesse conto che al suo esordio aveva trovato persone poco utili per sé… 

… ma di certo, nel giro di relativamente poco tempo, anche un neofita riesce a percepire “l’andazzo” dell’ambiente al quale si è legato, quindi oggi abbiamo fatto questo esperimento: abbiamo preso le caratteristiche principali di una SETTA (in 13 comodi punti) e le abbiamo comparate con alcune dinamiche molto comuni di alcuni associazioni Aikidoistiche nazionali e non. 

Guardate un po’ cosa ne esce fuori… 

SETTA
1 – Esiste un’organizzazione con struttura piramidale, con una catena di comando, subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica per non incorrere in una pena o in un’ammonizione. 

AIKIDO 

1 – Quasi tutte le organizzazioni sono fatte esattamente così!
La piramidalità è una caratteristica tradizionale nel mondo dell’Aikido, che spesso però è stata mal utilizzata, se non proprio abusata. 

NB: sia a livello italiano, che internazionale il ns. Dojo si è scelto qualcosa di molto diverso per sé, perché la condizione descritta, benché molto comune, ci piace assai poco! 

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SETTA
2 – È un gruppo totalizzante, che coinvolge quasi tutta la vita del membro. 

AIKIDO
2 – In questo caso la cosa è un po’ meno forte, ma molte associazioni richiedono (specie a livelli medio alti delle proprie gerarchie) una dedizione crescente, che in non pochi casi richiede al Maestro di turno (raramente ciò accade ad un semplice allievo) perlomeno di non interessarsi che del tipo di Aikido specifico che al suo interno viene “promosso”. 

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SETTA 

3 – Il leader del gruppo ha un alone speciale o una paternità/maternità nei confronti dei membri, che vedono in lui un rapporto con il divino. 

AIKIDO
3 – rieccoci, pure in molte Associazioni accade la stessa cosa… il Maestrone capostipite di turno prende il posto di una sorta di “Guru”, inarrivabile, iper-saggio e dispensatore di verità indiscutibili, che se rivolge il suo sguardo verso allievo… lo fa in nome della sua 

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immensa bontà e misericordia! 

Superfluo ribadire come tutto ciò NON sia assolutamente qualcosa di indispensabile per l’Aikido, anzi: più un “maestro” è “Maestro”… più non ha alcun bisogno di sentirsi la divinità da far adorare ad altri. 

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SETTA
4 – Intervento dei leader in tutti o in quasi tutti gli aspetti della vita dell’adepto. 

AIKIDO
4 – Aspetto molto meno marcato, ma non del tutto assente, ovvero alcuni Maestri riescono a far sentire l’allievo in dovere di comportarsi in un certo modo… proprio in virtù del suo volersi dire allievo del Maestro TalDeiTali.
Iniziano a fiocare i “cloni” che legano la cintura e l’hakama come lo fa il Maestrone, imitano le smorfie facciali che fa lui… 

Un esempio eccellente è il ginocchio destro di Christian Tissier Shihan, che durante il rei non viene più appoggiato a terra (per un impedimento di tipo fisico, non certo per la necessità di distinguersi e istillare nuove mode): bene… fra le innumerevoli fila dei suoi allievi stanno spuntando numerosi “maestri” che si sono fatti venire lo stesso handicap… fateci caso! 

Parliamo di una persona troppo intelligente e preparata: non pensiamo proprio sia lui a chiedere “ai suoi” di imitarlo, ma nonostante ciò qualcuno disposto ad annullarsi per assomigliare al Big Boss lo si trova sempre nei gruppi numerosi! 

Quanta dipendenza psicologica si crea dietro ad una disciplina che dovrebbe aiutare a liberarcene! 

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SETTA
5- Assenza di forme democratiche, elettive o consensuali, quanto alla realizzazione dei compiti quotidiani del gruppo, che in genere dipendono fortemente dal gruppo stesso e dai suoi leader, dal creatore del gruppo e dall’assunzione di forme e maniere per svilupparsi che bisogna accettare e portare avanti. 

AIKIDO
5 – non per noi che scriviamo, ma preparatevi, poiché il 95% dell’Aikido mondiale (Aikikai compresa) funziona esattamente così! 

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SETTA
6 – Il gruppo ha una forte impronta religiosa. 

AIKIDO
6 – I gruppi possono avere una spiccata impronta spirituale – poiché Morihei Ueshiba ha più volte ribadito che l’Aikido è una disciplina che ha profonde radici spirituali – c’è ora da capire se la cosa viene vissuta in modo bigotto o fondamentalista (obbligo di sottoporsi a mantra, mudra, preghiere, etc per essere considerati del gruppo), oppure no. 

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Non sono molti i casi che conosciamo di questa forma di degenerazione, ma alcuni la buttano tanto sull’esoterico e su questo crediamo ci sia da fare attenzione… non perché l’esoterico sia un problema di per sé, ma perché non può essere il “piatto unico” e perché di solito esso viene utilizzato parecchio per prendere all’amo i boccaloni più ignoranti. 

Okkyo quindi a non essere fra quelli! 

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SETTA
7 – Radicalità nel vivere le convinzioni, la dottrina e la disciplina. 

AIKIDO
7 – A-ri-BINGO! Il concetto di “duro e puro” nella arti marziali tradizionali – e talvolta quindi anche nell’Aikido – è praticamente un MUST (non a casa nostra, ci teniamo nuovamente a precisare!).
Chi si rifiuta di non prendere TUTTO in blocco, viene considerato un “debole” e quindi emarginato come “non degno di…”. 

Talvolta l’Aikido DEVE fare male: “più viene chiesto di soffrire durante una tecnica o per giungere al proprio risultato sperato , più il prodotto è buono”, per alcuni mentecatti del giro… quindi okkyo anche a questo tipo di frequente devianza! 

Tradizionalmente durante le lezioni non è consentito bere, parlare, allontanarsi dal tatami: questo ha un senso quando la norma viene vissuta con grano-salis; se ci sono 40 gradi e l’umidità a palla, magari è bene invece bere per reintegrare i sali persi con il sudore…
Se uno viene colto da scagarozzo fulminante, magari è meglio abbandonare il tatami senza avvisare che farla li, che ne dite?! 

L’Aikido NON fa male: fa bene, sotto tutti i punti di vista… gli estremismi non hanno grandi ragioni di essere perpetrati ancora a lungo, secondo noi. 

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SETTA 

8 – Si tratta di un gruppo fortemente affettivo e autosufficiente per quanto riguarda le relazioni personali, il tempo impiegato nel gruppo ed a volte gli aspetti legati alla sussistenza e all’alimentazione. 

AIKIDO
8 – Secondo noi, in questo caso non c’è grossa corrispondenza, per fortuna: c’è da dire che molta della “malattia” dell’Aikido si spende però attraverso meccanismi legati al di senso di colpa per pregressi di tipo affettivo. Il “Maestrone” pirla spesso fa leve psicologiche sull’allievo del tipo: “Dopo tutto ciò che ti ho insegnato, tu mi abbandoni così?!”. 

Ovviamente si tratta di dementi dallo spiccato delirio di onnipotenza, e richiede all’allievo di essere altrettanto malato di complessi di inferiorità per sottostare a giochi simili. 

Talvolta semplicemente i malati si incontrano fra loro, così da poter inscenare il loro psicodramma preferito, bisogna prenderne atto… e se è possibile lasciarli ai loro giochi 

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perversi. 

SETTA 

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9 – Le relazioni interpersonali dei membri sono quasi solo con membri del proprio gruppo, e quando si verificano con persone estranee in genere è sempre presente un membro del gruppo. 

AIKIDO
9 – Non è proprio esattamente così in Aikido, ma nuovamente riusciamo a trovare alcune similitudini alla lontana. 

Quando si entra a far parte di un nuovo giro Aikidoistico, spesso si viene introdotti agli “alti ranghi” e questi designano una sorta di “tutor” incaricato di seguire i primi passi del neofita, col fine esplicito di dargli supporto ed aiuto, ma talvolta anche col fine implicito di controllarlo e poi riferire ai vertici del suo comportamento. 

Non è di solito concessa l’espressione libera di come ci si trova; ad esempio, se arriva uno da fuori e chiede al primo che gli passa davanti: “Come ti trovi tu a stare nell’Ente XyZ?” 

… Spesso si vedrà la persona alla quale è stata rivolta la domanda tergiversare, guardare in giro per vedere se trova qualche suo senpai sul quale rigirare l’onere dell’imbarazzante risposta… o se orecchie indiscrete ascoltano ciò che egli potrebbe rivelare di scomodo. 

Non c’è molta libertà di pensiero e di parola – insomma – a causa dello stretto schema piramidale che manda avanti le baracche di questo tipo. 

Inutile dirlo: fuggite lontani da eventuali luoghi così psichiatrici!!! **************************** 

SETTA
10 – Esiste un controllo delle relazioni personali, familiari, amicali e con qualsiasi altra persona vicina ai membri. Non è possibile vedere i genitori, i fratelli e gli altri familiari quando si desidera, ma solo quando lo permettono le regole del gruppo.
I membri vivono in comuni o comunità, e spesso non possono uscire dai “recinti” del gruppo. 

AIKIDO
10 – Ambientiamo tutto ciò in ambiente Aikidoistico: diverse Organizzazioni Aikidoistiche dicono ai loro associati CHI frequentare e CHI non frequentare… ufficialmente sempre per il “bene” dell’associato, è ovvio! 

Alcuni membri del nostro gruppo in Dojo furono addirittura radiati da un’Associazione di Aikido piuttosto famosa perché si erano “permessi” di frequentare un Maestro non gradito al Mega Aiki-Guru in cima alla piramide.
Evidentemente questi pensava che nel nostro tempo libero NON fossimo liberi di fare ciò che desideravamo! 

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I gruppi che agiscono ancora così sono ormai rari ed alla frutta, per fortuna… ma attenti a non essere fra chi ha ancora bisogno che qualcuno gli dica cosa pensare e fare, perché in quel caso li troverete li pronti ad imporre i loro assurdi diktat: la responsabilità in quel caso però sarà anche vostra! 

Se praticate Aikido, fatelo in modo libero e da persone LIBERE!
Se rimanete in un ambito, dev’essere perché vi aggrada, non perché non potete andare via. 

Frequentate chi volete e quanto lo volete… assumendovi ovviamente la responsabilità dei vostri atti. 

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SETTA
11 – Presenta una simbologia propria, con una spiccata differenziazione dal mondo esterno. I membri spesso vestono in modo simile, il che funge da distintivo rispetto all’esterno. 

AIKIDO
11 – In Aikido c’è una divisa, quasi universalmente riconosciuta ed accettata come elemento che contraddistingue un praticante. 

I loghi delle diverse Associazioni fiocano, ma non crediamo sia un’elemento negativo, anzi: più c’è scelta, più crediamo la nostra disciplina avrà più possibilità di evolvere e confrontarsi costruttivamente in modo libero e trasversale. 

Quello che a volte accade è che un’Associazione o una Scuola tenga particolarmente ad uniformare le divise dei suoi iscritti al di FUORI del tatami: T-shirt, tute da ginnastica, borsoni sportivi, porta armi TUTTI uguali… 

Si mira a creare un senso d’appartenenza: “noi siamo del Kazzuto Kai!!!”, secondo noi l’importante è nuovamente non esagerare, spersonalizzando i proprio frequentatori abituali per immolarli alla causa di un nome. 

Come fai a capire se si esagera?
Rifiutati di mettere il logo sul keikogi o di acquistare la felpa Associativa, e guarda come la prendono! 

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SETTA 

12- I membri ritengono di trovarsi in un gruppo in cui si manifesta e si vive la verità. I membri ritengono di seguire un mandato o un ordine divino nella loro adesione e permanenza nel gruppo. 

AIKIDO
12 – Qui tocchiamo il punto più basso di tutto il Post: sono un sacco le Organizzazioni che fanno circolare tra le proprie fila l’idea che l’Aikido “vero” possa ritrovarsi SOLO al proprio interno! 

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Questo è veramente un atteggiamento pericoloso, oltre che infantile e ridicolo: ciascuno forse 

possiede un frammento di verità, che può aumentare andando a fare propri anche i frammenti altrui: pensare di possedere tutta la verità è un atteggiamento psichiatrico piuttosto conclamato e da TSO 

Ma del resto, sapete qual è la differenza principale fra un Insegnante di Aikido e Dio? … Che Dio non ha mai creduto di essere un Insegnante di Aikido!!! ^___^ 

Appartenere a queste Organizzazioni spesso coincide con il desiderio (puerile?) di portare avanti una sorta di missione per il “bene” della collettività: chi vi fa parte divulga l’Aikido più marziale, più tradizionale, più spirituale, più-puro-ed-incontaminato-come- Ueshiba-lo-ha-fatto, e così via… 

Lasciateli giocare fra loro a chi ha il jo più turgido: è tempo sprecato quello che si impiegherebbe a tentare di farli ragionare. 

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SETTA
13 – Il gruppo controlla le finanze. Il membro deve dare parte del proprio denaro al gruppo, o dipende finanziariamente da questo, e il denaro ottenuto nei rapporti lavorativi dal membro viene gestito dal gruppo stesso. 

AIKIDO
13 – Per fortuna qui siamo completamente lontani da rischi simili!
C’è tuttavia da sottolineare che alcune Organizzazioni prevedono nel loro statuto che i proprio membri frequentino un tot numero di stage ed occasioni do formazioni al fine di guadagnare i crediti necessari per sostenere esami dan, o ottenere qualifiche per l’insegnamento. 

Crediamo che – in linea di massima – ciò possa essere una cosa accettabile, poiché rientrante nella normale proposta formativa che ogni Ente dovrebbe garantire ai propri iscritti. Naturalmente però anche in questo caso c’è chi va oltre e richiede di partecipare ad un seminar ogni 5 minuti “altrimenti niente esami”, etc, etc, etc. 

Non così rari sono i maestri (la “m” minuscola è nuovamente una scelta) che in nome di questa “formazione” richiedano ai loro allievi di organizzare obbligatoriamente loro un tot di stage al mese o all’anno, specie perché i proventi di questi eventi finiscono (in nero) nelle loro tasche! 

In questo caso non parleremo forse di controllo delle finanze degli “adepti”, ma sicuro 

potremmo chiamare “sanguisughe” colo che campano sui portafogli altrui, facendo credere a questi ultimi che tutto ciò sia indispensabile per la loro carriera Aikidoistica. 

Un Maestro non ha bisogno di tutto ciò, non impone niente a nessuno… comprende bene chi non riesce a partecipare agli eventi per questioni di ristrettezza economica e non utilizza ciò come “arma” per spaventare gli interessati. 

Non è vero che dove ci sono i soldi di mezzo l’Aikido diventi per forza corrotto… ma sta di fatto che dove ci sono i soldi di mezzo spesso le persone diventino corrotte: è un dato di fatto. 

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Guardatevi quindi bene da giri nel quali le cose si paghino care ed a ciò non corrisponda un reale beneficio dell’iscritto che sborsa i quattrini. 

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A leggere sto Post, in apparenza, la cosa più saggia sarebbe forse smettere di praticare 

Aikido ed amen… ma non è così, anzi! 

Noi siamo più che convinti che sia possibile (forse oggi più che mai) praticare un Aikido consapevole e libero… e proprio per questo è necessario sviluppare i giusti campanelli di allarme che ci avvertono che siamo capitati in un luogo in cui tutto ciò non sarà possibile. 

Prima lo capiamo, prima riusciremo a dirigerci altrove ed eviteremo inutili sprechi di tempo e risorse, oltre che un’infinità di mal di pancia inutili. 

Praticare Aikido è bello, sano e fa bene: auguriamo a chiunque di trovare una buona guida per sé, in un Ente che favorisca la crescita dei suoi membri e le cui prospettive siano più rivolte agli interessi di questi ultimi che alla propria auto-conservazione. 

Pubblicato da Shurendo

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