HIROSAWA SENSEI SHIHAN

Sorrento 18/19/20 2019

Vorrei  fare un resoconto il più obiettivo possibile  degli avvenimenti, in modo da consentire ad ognuno di apprendere e valutare secondo la propria inclinazione. So già che nel parlare del maestro Hirosawa, non mi sarà possibile.Testimone precursore di un certo tipo di visione e pratica dell’Aikido.

Pur sforzandomi di attenermi ai fatti, quel che posso fare meglio è di rimanere fedele a me stessa. La mia arte del resoconto potrà piacere o non piacere, ma sarò più che contenta se indurrà a soffermarsi e a riflettere.

Hideo Hirosawa Sensei, Aikikai Shihan  nacque a Iwama ( esattamente a 500 mt dal Dojo di Iwama!),  il 14 maggio 1937.

Hideo Hirosawa è stato per 10 anni allievo diretto di O Sensei, ha praticato dal 1960 al 1969 con O Sensei e dal 1968 fino alla morte di Ueshiba, il Kaiso ( fondatore)  ha vissuto in casa della famiglia. Alla morte di Ueshiba è rimasto in Iwama come un praticante qualsiasi, sotto la guida di Saito Sensei (suo cognato).

Egli poi divenne “Shihan-Dai”, ovvero “la seconda persona responsabile del Dojodel Fondatore… ruolo che mantenne per oltre 21 anni.

Hirosawa Senseiè uno dei più esperti istruttori di Aikidoviventi.
Ha concentrato la sua attenzione su quanto manifestato da O’ Senseiall’apice della sua maturità. Il suo Aikidovuole identificarsi con quello più inafferrabile di Morihei Ueshiba che viene definito come Bannen Aikido( Aikido vietato !!!).

Gran parte dell’Aikidopraticato nel mondo si ferma ad una sorta di imitazione di forme tecniche prestabilite. Hirosawa ha deciso, di andare oltre, e di  trasmettere quell’Aikido così sottile e rarefatto.

Hirosawa -giovane, nel dojo di Ibaraki, è stato fin dall’inizio attratto da questi  aspetti immateriali dell’aikido di O’Sensei, da quelle “stranezze” apparentemente inspiegabili, che hanno contribuito a farne un personaggio mitico e hanno attratto tanta gente, curiosa, proprio come me.

Suppongo , per chi non ha visto e sentito, ci sia un ulteriore curiosità di conoscere in che cosa consista questa “pratica speciale” e anche se andrete a cercare su Youtube o individuerete  qualche articolo che possa spiegare  quello che fa, non renderà minimamente l’idea di cosa sia questo bannen Aikido. Va sentito, con il cuore.

Guardando un video da Youtube , l’unica impressione è quella che sia un fenomeno da baraccone, ma posso garantire che proprio come per la calligrafia cinese, dietro al gesto manifesto , c’è una grande quantità di energia.

Il Sensei  pur muovendosi poco sudava da morire e gli uke gli crollavano davanti, da non riuscire quasi ad avvicinarsi.

Nella calligrafia, una “riga”, non è solo una riga tracciata su un foglio bianco. Si parte da un’entrata nascosta e mantenendo  tutta la concentrazione si termina  il tratto chiudendo con una seconda chiusura nascosta, rimanendo sempre dentro al tratto. E la mia mente resta lì fino alla fine, il mio corpo asseconda con fluidità il movimento impercettibile, il mio respiro è calmo, il mio tratto così è pieno e carico di energia.

Ciò che traccio sul foglio bianco è solo una riga!

Un’attitudine interiore che mi permette di manifestare il mio stato di tranquillità.

Ichi Go Ichi He – un tempo un incontro

 

Costanti parole di Hirosawa: “Non c’è vittoria o sconfitta, perché non c’è contrapposizione ,  bisogna stare in uno stato di Mu  無( Trad. nulla ), prendere coscienza e diventare uno, prima ancora che lui (uke) dica Ai!”
Quando qualcuno ci attacca, dobbiamo connetterci a lui, inspirandolo dal suo centro, poi con l’espirazione lo “conduciamo” in modo che, mandandolo a vuoto, lui si sorprenda del ”benessere” che prova, nel fallire l’intenzione aggressiva. Un effetto “disarmante” nel profondo, come profondamente disarmante è la personalità di Hirosawa, dall’umile, ma inscalfibile sorriso, che  sottolinea il piacere con cui praticare, un ki gioioso.

Più ancora della materialità dell’attacco, è pericolosa la nostra reazione, l’effetto sul nostro “spirito”, sulla nostra intenzionalità.

Un ulteriore  aspetto che Hirosawa ha cercato di trasmetterci come messaggio ultimo di O Sensei, sempre legato, all’unicità e all’universalità del nostro essere, è stato proprio il respiro.

Il suo espiro continua nel mio espiro e la tecnica si conclude.

Questo e molto altro, sono la conseguenza di principi additati da O’Sensei  e di cui Hirosawa Sensei s’è addossato il rischioso compito di confrontarsi divulgando, senza paura di esporsi, anche allo scetticismo e al ridicolo.

Stiamo inevitabilmente librando verso livelli eterei, che coinvolgono la vita , argomenti tutt’altro che estranei all’essenza delle arti marziali e ai significati fondamentali dell’essere umano.

Grata di aver sentito e provato tutto questo.

 

Sorrento – ottobre 2019

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