Il coccodrillo

da Kyōkan Dōjō (post di Paolo Narciso)

Il coccodrillo.

Durante gli interessanti seminari di Müller Sensei, sentiamo spesso parlare di “parte rettiliana del nostro cervello” e, in partcolare, di “coccodrillo” interiore.

Chi è il coccodrillo?

Per capirlo dobbiamo partire da un presupposto che ci accomuna: siamo abituati ad attribuire alla situazione che viviamo la causa (e colpa) del nostro malessere, qualunque esso sia.
È colpa degli altri o degli avvenimenti se stiamo male, quindi la nostra “guarigione” non può che trovarsi “là fuori”.

Tuttavia, secondo il grande filosofo greco Epitteto (fortemente influenzato da Socrate, Zenone e Diogene), la biologia ci insegna in realtà una verità completamente diversa: l’origine del malessere si trova nell’interpretazione personale che diamo alla situazione che viviamo e quindi dentro di noi.

Ci sono, infatti, situazioni a cui reagiamo condizionati dallo stress o da forti emozioni che ci sommergono.

In questi casi qual è la reazione del nostro cervello?

In pratica, accade che una parte del nostro cervello, la più antica denominata “rettiliana”, agisce come un pilota automatico.
Questa parte è stata ribattezzata “coccodrillo” dal giornalista e scrittore Arthur Koestler.

Il coccodrillo e il suo ruolo.

Il cervello rettiliano, o coccodrillo, è importante perché regola la soddisfazione dei nostri bisogni essenziali legati al sonno, alla sete, alla fame e alla riproduzione.

Inoltre, insieme al cervello limbico, assicura il bisogno di integrità che si manifesta in tre forme diverse:

* il bisogno di sicurezza
* il bisogno di identità
* il bisogno della realtà d’essere

Il coccodrillo protegge e difende questi bisogni.

È responsabile della difesa dell’integrità dell’individuo di fronte a tutti gli avvenimenti che potrebbero minacciarlo, siano essi esterni o interiori.

Come ci difende il coccodrillo?

Essenzialmente, le risposte fornite dal coccodrillo a qualsiasi minaccia alla nostra integrità sono tre, sono universali e si ritrovano in ognuno di noi:

1. si fugge;
2. si lotta;
3. ci si ripiega su se stessi.

• La fuga ha come obiettivo evitare la minaccia.

• La lotta tende a dominare la minaccia.

• Il ripiegamento è finalizzato al richiudersi in se stessi per passare inosservati di fronte ad una minaccia.

La “minaccia” è rappresentata dalla “mancanza”, ovvero, da bisogni insoddisfatti che risvegliano il coccodrillo e colorano le nostre emozioni di paura, tensione e fatica.

Il coccodrillo ci deve difendere, per questo motivo scatena in noi reazioni difensive trasmettendoci il messaggio di un bisogno insoddisfatto che minaccia l’equilibrio dell’essere.

Le sue, però, sono purtroppo sempre risposte palliative alla “mancanza”: l’agitazione, moltiplica le soluzioni per far fronte alla minaccia e diminuisce l’insicurezza; la collera, permette all’individuo di riaffermarsi e attenuare la sua mancanza d’identità; le lacrime, arrecano un sollievo temporaneo trasmettendo un senso di realtà.

Purtroppo, nessuna sua difesa dura mai a lungo e il bisogno, non veramente soddisfatto, torna sistematicamente a tormentarci.

Il coccodrillo, dal canto suo, prova ad aiutarci, ma i suoi risultati sono sempre troppo brevi e per nulla soddisfacenti.

Da questa considerazione parte l’insegnamento di Müller Sensei che delinea innanzitutto la natura reale dell’interazione del nostro partner durante la pratica; ci spinge ad osservarci dall’interno e ci permette di comprendere che in Aikido, identicamente come nella vita, le risposte difensive attuate dal coccodrillo non sono mai le giuste risposte da contrapporre per soddisfare realmente i nostri bisogni e che la corretta gestione della “minaccia” dell’attacco da parte del partner di pratica, deve strutturarsi diversamente.

Da qui, attraverso un “attivo non fare” caratterizzato da un profondo rispetto per se stessi e per l’integrità del partner, ci si sforza di accogliere e gestire le manifestazioni energetiche di uke (non percependole più come minacce) e, attraverso un’attitudine naturale ecco che si genera l’Aiki: unica, vera e soddisfacente risposta.

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