Intervista a O Sensei

Fonte: https://aikidojournal.com/2019/03/25/a-provocative-interview-with-morihei-ueshiba/
Traduzione dall’inglese di Simone Chierchini

 

Una Provocatoria Intervista a Morihei Ueshiba

Pubblicato il aprile 13, 2020 di Simone Chierchini

Riproduzione dell’originale e provocatoria intervista a Morihei Ueshiba del 1956

La seguente intervista fu originariamente pubblicata il 27 maggio 1956 nel supplemento settimanale del giornale Yomiuri (週刊 , Shukan Yomiuri) e fu messa a disposizione della comunità aikidoistica di lingua inglese da Stanley Pranin in Aiki News numeri 75 e 76. All’epoca Stanley aveva affermato che erano disponibili poche informazioni sull’origine dell’intervista, e in particolare sull’identità dell’intervistatore. Questo che era un peccato, visto che la natura molto insolita dell’intervista e il suo ne tono hanno reso piuttosto difficile l’interpretazione. Erano anni che ci pensavo, e alla fine per saperne di più ho deciso di condurre alcune ricerche nel database del parlamento giapponese (Kokkai, 国会)

di GUILLAUME ERARD

Ho così scoperto che l’articolo faceva parte di una lunga serie di ritratti pubblicati tra il 1947 e il 1976 dal titolo “Hidezo Kenzan Yaa, konnichiwa” (日出 「や は」, che significa “Ehi, ciao! Interviste di Hidezo”) e che l’autore, Kondo Hidezo [1], era un famoso caricaturista diventato giornalista politico. Successivamente, mentre sfogliavo pile di periodici in una vecchia libreria di Tokyo, ho persino trovato il numero di Shukan Yomuiri che contiene proprio questa intervista!

Sono quindi in grado di presentarvi le vignette originali realizzate da Kondo, nonché la sua introduzione per il pezzo, che non era mai prima stato pubblicato in lingua inglese. Ho anche leggermente modificato alcune parti della traduzione di Stan e le ho integrate con alcune note per aiutare il lettore a milgiorare la comprensione del testo. Come sempre, qualsiasi commento e suggerimento per migliorare questa traduzione è caloroso benvenuto.

Ueshiba Morihei è la 149esima persona che venne intervistata da Kondo, che alcuni anni prima di condurre questa intervista era stato descritto come un “abbastanza normale anarchico, senza percezione di destra o sinistra”. Come ci si potrebbe aspettare, le sue domande sono quindi piuttosto provocatorie, a volte persino ironiche. È chiaro che Ueshiba Morihei non doveva essere abituato a venire questionato in quel modo. Tuttavia, doveva sapere esattamente con chi avrebbe avuto a che fare, ed è interessante il fatto che abbia comunque deciso di accettare questa sfida. La data dell’intervista coincide con il periodo di intenso sforzo da parte dell’Aikikai per diffondere l’Aikido presso il grande pubblico: in particolare, l’organizzazione della prima dimostrazione pubblica dell’Aikido sul tetto del Centro Commerciale Takashimaya l’anno precedente e la pubblicazione nel 1957 del primo libro di Ueshiba Kisshomaru  intitolato “Aikido”.

È interessante notare che né il titolo dell’articolo, né la breve biografia di Morihei menzionano il nome Aikido, anche se la sua disciplina era stata registrata con il Dai Nippon Butokukai molto prima nel 1942. Ueshiba, invece, viene presentato come maestro di Daito-ryu Aiki -jujutsu e allievo di Takeda Sokaku. Stranamente, nell’intervista vera e propria è usato solo il termine Aikido, o Aiki.

Nel corso dell’intervista, Ueshiba si riferisce a Kondo come “sensei“. Il termine sensei (先生) si applica generalmente a qualcuno altamente istruito e/o in una posizione di autorità come un insegnante, un medico, un avvocato o addirittura uno scrittore. Kondo, tuttavia, non si adattava completamente allo standard, dato che era un fumettista satirico diventato intervistatore; inoltre aveva abbandonato gli studi. In opposizione a questo, Kondo non si riferisce mai a Ueshiba come sensei, il che è sorprendente, considerando la differenza di età e lo status di Morihei. Ueshiba, che all’epoca aveva 72 anni, sta al gioco con tolleranza, anche se a volte un tocco di irritazione diviene palpabile. Una parte importante di significato è andata ovviamnete persa a causa dell’assenza di qualsiasi segnale non verbali. È molto interessante vedere che anche se di tanto in tanto i due battibeccano, allo stesso tempo si stabilisce una sorta di complicità man mano che si svolge l’intervista. Lo scambio termina con un umoristico gioco di parole da parte di Ueshiba che si rifà ad una frase usata dal suo interlocutore.

Questa intervista è davvero unica nel suo genere e ci aiuta a intravedere un lato un po’ più semplice e più umano della personalità di Ueshiba Morihei, soprattutto perché, da sempre, l’interlocutore fa continuamente del suo meglio per impedirgli di lanciarsi in discorsi poco chiari o di tipo filosofico.

Mr. Ueshiba Morihei from Aiki-jujutsu

Kondo Hidezo – 近藤 日出 – (1908-1979) fu un famoso pittore, disegnatore e giornalista politico

Alla fine dell’intervista si è girato verso lo stenografo e gli ha detto “Hai scritto tutto quello che ho appena detto? Lo hai davvero capito? Non c’è una sola persona che capisca quello che sto cercando di dire”. Mentre parlava era rivolto verso lo stenografo, ma quello che diceva allo stesso tempo era anche diretto verso di me. Deve essere l’essenza del budo.

Continuava a parlare, risultando piuttosto narcisistico. Le sue parole erano dappertutto, e volavano nel cielo, tra le nuvole. Un momento suonava astratto, ma poi un secondo dopo suonava completamente diverso. Per noi persone normali ciò che gli usciva dalla bocca non aveva alcun senso.

Anche se fossi stato in grado di comprendere le parole di quest’uomo che afferma di avere l’universo dentro di sé, e di metterle in bella forma, ho la sensazione che nessuno le avrebbe capite. Sarebbero rimasti tutti all’oscuro, esattamente come me. Il tutto sarebbe suonato come un insieme di parole senza senso. Quindi quello che ho fatto è stato prendere la mia penna rossa e cancellare la roba incomprensibile. Fare una cosa del genere alle parole dell’uomo che ha conquistato l’Aiki mi ha spaventato, ma allo stesso tempo anche un po’ eccitato.

Kondo Hidezo

KONDO HIDEZO: L’Aikido è diventato molto popolare no?

UESHIBA MAORIHEI: È grazie a persone come lei, sensei.

KONDO: Niente affatto.

UESHIBA: Sì, è tutto grazie al vostro supporto.

KONDO: Lei non è bravo in Aikido, è bravo a fare complimenti! (ride) Mi chiedo quanti anni ha?

UESHIBA: Ho dimenticato la mia età… Sono nato nel 1883, ma alla gente dico che ho 25 anni. Per favore, se lo ricordi. (ride)

KONDO: Allora siamo coetanei! [2] (ride). Mi pare che il corpo umano smetta di svilupparsi a 25 anni.

UESHIBA: Io non mi sono fermato. Sono cresciuto fino a quando avevo 55 anni. Sono diventato anche più alto. Ho sviluppato il massimo della mia forza quando avevo 50 anni. Quando avevo vent’anni e fino a 32 o 33 anni [3] non avevo molta forza.

KONDO: Che ci dice delle sue abilità nelle arti della guerra [4]?

UESHIBA: Anche nelle arti da combattimento [5] sto migliorando con l’età.

KONDO: Non è strano che lei abbia continuato a diventare più alto fino a quando non aveva 50 anni?

UESHIBA: Prendila come vuoi. (ride) Se lo ripeto troppo, la gente penserà che sono uno sciocco.

KONDO: Mi sta prendendo in giro! Lei è un tipo difficile! (ride)

UESHIBA: Eh sì, le persone come lei, sensei, sanno bene cosa sta succedendo nel mondo, e quindi noi, il popolo, vi seguiamo.

Per inciso, le arti marziali [6] sono percorsi di armonia [7]. Tutto ciò che si allontana dal sentiero dell’armonia non serve a niente. Credo che le vie marziali [8] della nostra nazione dureranno solo in presenza di armonia.

“La meravigliosa forma di cielo e terra è una manifestazione di una sola famiglia creata dagli dei” [9]. Dovremmo diventare una singola famiglia spiritualmente e fare uno sforzo per migliorare la nazione giapponese. Dobbiamo cercare di raggiungere l’armonia almeno qui in Giappone. Dovremmo diventare buoni amici l’uno dell’altro, prendendoci tutti cura reciprocamente. L’Aikido è la base di questa armonia. È questo Aikido, che è il vero budo. Voglio allontanarmi da quel mondo ostile in cui i signori feudali del passato usavano le arti marziali come strumenti per il regime militare [hado (覇道), letteralmente, un modo per esercitare supremazia].

Caricatura di Ueshiba eseguita da Kondo

KONDO: Tutto in un colpo mi ha perso con la sua filosofia dell’Aikido!

UESHIBA: La democrazia è il principio della non-resistenza immediata. Il vero budo giapponese è il principio di non-resistenza.

KONDO: Ma senza resistenza, non è budo. Ecco perché non mi piace. [10]

UESHIBA: Lei sta parlando del budo usato per il governo militare. Si dice che Kendo e Judo siano budo giapponesi, ma si preoccupano di vincere, no? Dato che l’Aikido persegue l’armonia, è completamente diverso da quelle arti.

KONDO: Quindi è come: “Siamo buoni amici, è per questo che ti proietto in terra”, giusto?

UESHIBA Sensei, questo non le fa molto onore!

KONDO: La prego di scusarmi se sono stato scortese. Io propendo per la via guerresca. (ride)

UESHIBA: Quando un avversario viene ad attaccarmi, muovo leggermente il mio corpo per evitare il suo attacco e lo lascio andare dove vuole. Questo è Aiki. In altre parole, concedo libertà a quella persona.

KONDO: Come no. Esistono molti modi per esprimere questa idea, vero?

UESHIBA: Non è un modo di esprimerlo. È proprio così.

KONDO: C’è la spada in Aiki?

UESHIBA: Sì, c’è. La spada consiste negli opposti specchi [11] di Cielo e Terra. Rappresenta un atto di celebrazione.

KONDO: Ora mi sta perdendo! (ride) Personalmente penso che una spada non sia altro che un’arma omicida. Pertanto, provo simpatia solo per coloro che guardano realisticamente le lame e si rendono conto di quanto siano sciocche.

UESHIBA: La spada è pericolosa. Non si dovrebbe giocare con cose pericolose. Pensa al mondo per una volta. Il mondo è un luogo che ci è stato dato per professare il nostro credo. Pertanto, adoriamo la via del Cielo e applichiamo le regole del Cielo sulla Terra e conduciamo gli affari dello stato secondo la via dell’armonia. Non c’è guerra in Cielo, vero? Per decine di migliaia di anni siamo andati tutti d’accordo. Se la Terra è nostra, celebriamo la sua bellezza e andiamo d’accordo gli uni con gli altri.

KONDO: La spada non può essere usata per andare d’accordo. Ho la sensazione che faremmo amicizia meglio senza.

UESHIBA: La spada di cui lei sta parlando è diversa dalla mia.

KONDO: Immagino che la cosa mi sfugga. (ride)

UESHIBA: Non hai capito un granché, davvero. La spada è una “spada sacra”, cioè una forma di celebrazione. La spada rappresenta gli specchi opposti del nostro kokyu [12]. Non bisognerebbe guardare la spada. Se la guardi e ci giochi, ucciderai le persone. Quindi diventerà un’arma. Tagliare la gente significa essere sconfitti dal mondo. Anche quelli che vengono tagliati perdono. Entrambi sono perdenti in quel tipo di pratica, no?

Il Giappone è diventato quello che è diventato perché ci siamo impegnati in questo tipo di pratica che porta alla sconfitta [13]. Quindi dobbiamo praticare in modo tale da condurre alla vittoria. La pratica che porta alla vittoria è pratica corretta. Questo è ciò che dovremmo fare insieme.

KONDO: No, io non lo farò! (ride) E il motivo è perché non riesco a capire chiaramente quello che ha detto! Non c’è niente di più potente dell’essere ignoranti. Ho fatto un po’ di Aikido, vero? (Ride)

UESHIBA: Glielo mostro in pratica. Potrà capire la spiegazione della spada attraverso questa dimostrazione. (Suo figlio, che lo accompagna, si alza e solleva un bastone) [14]. Arriva da questa parte, se mi colpisce mi farò del male, quindi evito in questo modo. Quando arriva in velocità per colpirmi con la spada, la evito agilmente. È ancora più veloce della scossa elettrica.

KONDO: È più veloce di un lampo… [15]

UESHIBA: Si tratta di un termine cinese. Significa più veloce di un lampo o di una scossa elettrica. Questo si intende per katsuhayabi [16]. Qui sta l’essenza del budo.

KONDO: Il budo è ingiusto e codardo …

UESHIBA: Non è né ingiusto né codardo. Ciò che è ingiusto è essere colpiti.

KONDO: Nei libri c’è scritto che è vigliacco voltare le spalle al nemico.

UESHIBA: Quelle sono le parole di uomini di spirito competitivo, cosa che caratterizza il regime militare. È ridicolo. Non bisognerebbe avere a che fare con questo tipo di persone. Finché si avrà a che fare con coloro che usano la violenza, il mondo non migliorerà.

KONDO: Una volta i guerrieri praticavano molto le arti marziali [17]. Si esercitavano per via del regime militare, no?

UESHIBA: Non ne so molto. Forse quello è il corso naturale delle cose.

KONDO: L’Aikido viene dai tempi antichi?

UESHIBA: Le sue radici sono nell’uso sottile del kotodama [18].

KONDO: Di nuovo mi sta perdendo! (ride)

UESHIBA: Il kotodama è stato creato insieme all’universo ed è guidato dalla natura. Questo mondo sta diventando più grande e si espande ogni giorno. Sta crescendo ogni giorno e il Grande Spirito della Creazione dell’Universo si sta svIiluppando. Sebbene il Cielo e la Terra stiano andando verso il completamento, vediamo molte persone, specialmente Giapponesi, che non hanno compreso questo fatto. Dato che è davvero giunto il momento per noi di accettare questa nuova felicità, voglio aiutarli a risvegliarsi alla svelta dal loro sogno e a creare una famiglia in amicizia unendo assieme i loro spiriti erranti.

KONDO: Non ho capito tutto quello che ha detto, ma me ne sono fatto un’idea approssimativa. Dal suo punto di vista, qual è la situazione peggiore?

UESHIBA: Prima di tutto, ogni cosa dovrebbe avere un centro. C’è il sole nei cieli e dovrebbe esserci un centro sulla terra [19]. Non si può funzionare senza un centro.

KONDO: Centro… Mi evoca con tormento il volto dell’Imperatore… [20]

UESHIBA: L’imperatore è democrazia.

Rappresentazione grafica di Kondo del concetto “l’imperatore è democrazia”

KONDO: Sta facendo riferimento all’Imperatore com’era prima della guerra… [21]

UESHIBA: Non posso dirlo con esattezza.

KONDO: Se non si esprime chiaramente, diventa problematico.

UESHIBA: Che razza di atteggiamento che hai!

KONDO: Ho un atteggiamento abbastanza adatto a qualcuno che sostiene il governo militare, no? [22] (ride)

UESHIBA: Le mie idee sono diverse da quelle della destra [23].

KONDO: Ogni volta che sento la parola “centro”, mi viene in mente la destra.

UESHIBA: Non è assolutamente un’idea della destra. Quello di cui sto parlando è un sistema di armonia attraverso azioni spirituali. Il budo giapponese si basa sul masakatsu [24] e non è né per combattere né per ammazzare la gente. Quelli che proiettano per aria i loro avversari seguono il principio di aggressività. Quel tipo di azioni interferisce con le azioni altrui. In Aikido, non colpiamo la spada dell’avversario. Tutto quello che dobbiamo fare è alzare due dita e aiutarlo.

KONDO: È un budo molto gentile, vero?

UESHIBA: Questo è lo spirito del Giappone. Se manteniamo lo spirito competitivo del passato, continueremo a uccidere le persone e a perdere la nostra anima.

KONDO: Non ha mai fatto del male a nessuno, nemmeno una volta?

UESHIBA: Non entriamo in questo, esistono tanti tipi di correlazioni. (ride) Comunque sia, ora ho superato quelle cose. Ho partecipato alla guerra russo-giapponese, ho combattuto contro i banditi e ho assaltato una nave pirata [25]. Dal memento che ho un’esperienza diretta di queste cose, provo vergogna quando mi viene chiesto di parlarne. Adesso desidero vivere in armonia.

KONDO: Mi scusi se insisto sul tema dell’Imperatore: lei sta dicendo che per avere armonia, c’è dell‘Imperatore.

UESHIBA: L’imperatore è il centro, indipendentemente dalle classi sociali – militare, agricola, industriale e mercantile [26]. In Giappone, l’imperatore è il centro e le sue estensioni dividono tra di loro l’amministrazione degli affari di stato. Esistono tre o quattro divisioni come ministri, vice-ministri e sudditi, e queste sono state create per amministrare i naturali affari dello stato. Pertanto, uccidere una persona equivale a tagliarsi un dito. Questo è il motivo per cui i sudditi dovrebbero essere considerati importanti, dovrebbe essere una grande democrazia.

KONDO: Intendi dire che dovremmo diventare tutti amici, con l’imperatore come nostro centro.

UESHIBA: Certo, e lei lo ha capito benissimo. (ride)

KONDO: Sì, sarebbe bello se ci fossero solo persone buone e che hanno buone intenzioni, ma ci sono molte persone cattive con cattive intenzioni. Se l’imperatore dovesse essere circondato da queste ultime, i risultati sarebbero disastrosi. Che ne dice se nomina noi due suoi stretti collaboratori? (ride)

UESHIBA: Ovvio. Quello che è  accaduto fino ad ora non avrebbe potuto essere evitato; siamo ancora un paese feudale. Quello che sto suggerendo, pertanto, è che dovremmo scartare i nostri vecchi vestiti e convertire il Giappone in un vero e nuovo paese che tutti noi dovremmo servire. Questo è quello che vorrei che accadesse. Lavorate sodo e trattate saggiamente quelli che non vi piacciono e date l’esempio, non importa quello che la gente dice di voi… In realtà, avere troppi matti di questo tipo sarebbe un problema, no?

KONDO: La parola “matto” è composta dei due caratteri cinesi yasuku [28] e tamotsu [29], i quali significano “facile da gestire”. Quindi, se tutti diventassero sciocchi, il mondo sarebbe facile da gestire, non crede?UESHIBA: Non mi dispiace di essere chiamato sciocco. Questo sciocco pensa a modo suo e non appartiene a nessun gruppo. Quelli che fanno le scenate sono quelli che vogliono dimostrare quanto siano grandi. Non c’è nulla da guadagnare nel prendere parte a tale gruppo. “La meravigliosa forma del Cielo e della Terra è una manifestazione di una sola famiglia creata dal kami…” [30]. Sebbene io sia un idiota ignorante, sono dell’opinione che se non esiste un centro in una famiglia, equivale a molte diversi famiglie che vivono all’interno di una sola famiglia. Un simile conglomerato di famiglie non funziona. Tutti insistono nell’esprimere la propria opinione e non si riesce a scegliere un leader.

Se però c’è davvero un grande individuo, tutti lo seguiranno in qualsiasi momento. Io ho la missione che mi è assegnata che devo completare e lei, sensei, ha la sua missione. Un giornale ha una sua missione e un contadino la sua. Ognuno ha la propria missione. Per cui tutto ciò che dobbiamo fare è completare le nostre missioni scelte dal cielo. Se così fosse, non ci sarebbero disaccordi, vero? [31]

“La monarchia è il principio d non-resistenza”

KONDO: Se, come lei ha detto, la missione dei ricchi fosse quella di essere ricchi e quella dei poveri di essere poveri, i poveri non l’accetterebbero.

UESHIBA: Qua non sto parlando di soldi.

KONDO: Io voglio completare obbedientemente la propria missione. In un mondo in cui persone come ufficiali militari e funzionari governativi ti impediscono di completare la tua missione ponendo troppa enfasi sull’Imperatore, tuttavia, il nostro Paese finirà allo stesso modo di prima. È però inutile lamentarsi del fatto che non ti permettono di completare la tua missione, perché i militari hanno armi, mentre noi siamo indifesi.

UESHIBA: Non abbiamo più bisogno di questo tipo di cose. [32]

KONDO: Se quando veniamo colpiti colpiamo di rimando, questo continuerà per sempre.

UESHIBA: Ecco perché sto parlando dell’eliminazione mentale del militarismo. Ci sono persone che hanno tentato di collocare il Giappone al centro dell’universo e che sono morte odiate. Ci sono anche coloro che sono morti prevenuti nei loro tentativi di sostenere la democrazia. Poiché il mondo è stato corrotto in questo modo, dovremmo immediatamente scartare tali modi e agire prontamente. Dobbiamo purificare la nostra terra. Lei, sensei, potrebbe non sapere cosa intendo per “purificare la terra”. [33] Non sto parlando di misogi nel vecchio senso, che non funziona.

Il misogi di oggi è già stato trasformato. Le cose vecchie non servono a niente, ma allo stesso tempo, dovremmo credere in ciò che è registrato nella letteratura giapponese classica. Lì vi è scritto che il mondo è stato creato attraverso le sottili vibrazioni dei 75 suoni [34]. Pertanto, l’Aikido è un metodo per manifestare lo spirito puro di tutte le persone del mondo. È l’unità dei Cieli e della Terra [35]. Questa è una grande democrazia. Alcuni sostengono che l’unificazione di stato e politica sia una scusa per l’imperatore per creare un governo militare, ma è ridicolo. Si tratta della grande democrazia, del grande principio di non-resistenza.

KONDO: Mi piace il principio di non resistenza!

UESHIBA: Voglio associarmi ai pacifisti [36]. Sono i fanatici religiosi che sono i più arretrati.

KONDO: Lei dice spesso cose che mi piacciono. (ride)

UESHIBA: Cosa pensa di poter fare per quegli stupidi sciocchi?

KONDO: L’unica cosa che possono fare è fare soldi.

UESHIBA: A me piace moltissimo pregare il kami. Mi sento davvero bene quando chino la testa con le mani giunte in preghiera. È con una sensazione di apprezzamento che batto le mani davanti all’altare quando mi alzo la mattina. I miei figli ridono di me, però, e mi dicono che sono vecchio stile. Io penso che sia esattamente il contrario. Sono moderno. La ragione di ciò è che contengo l’universo nel mio ventre. Contengo nel ventre le antiche epoche del kami, quelle odierne e future. I kami vivono in persone sane, e ad esse  è dato grande potere.sane. Guarda il sole. È abbagliante, no? Per me però non è affatto abbagliante e posso guardarlo quanto voglio.

KONDO: Non le si sono rovinati gli occhi? (ride)

UESHIBA: Faccio amicizia con il sole. Il sole è al mio fianco. Se anche cade una sola stella, questo mi influenza. Vivo nello stesso universo.

KONDO: Trovo quasi impossibile seguire ciò che sta dicendo. Mi lasci chiederle dei vecchi tempi. Ci racconterebbe qualcuna delle sue imprese?

UESHIBA: Mi sono dimenticato di quelle storie. Quando ero giovane, pensavo che avrei servito l’umanità usando la mia forza fisica. A quei tempi, quando guardavo il mondo, vedevo solo persone sagge, ma fisicamente deboli. Così decisi di offrire il mio corpo a tutti. Ad esempio, quando mi recavo a casa di un religioso, era mio compito sistemare le pantofole di tutti [37] con addosso la giacca e un grembiule [38].

KONDO: Faceva l’addetto al controllo delle scarpe?

UESHIBA: Ero solito prendermi cura delle scarpe e coltivare ortaggi. È come all’Itoen [39] dove inizi imparando a pulire i gabinetti. Dato che avevo una missione da compiere, non potevo essere coinvolto solo in quel tipo di lavoro. Ho fatto però molti lavori di basso livello. In qualche modo, mentre ero impegnato in questo tipo di lavoro umile, sono diventato gradualmente più sano. Una volta ero con Deguchi Onisaburo della religione Omoto. Mi disse che volevano trapiantare un grosso castagno, grande così. Molti seguaci di Omoto avevano provato a spostare l’albero usando un bastone come questo, ma non si era mosso di un centimetro. Mentre li guardavo, di colpo decisi di andare a spostare quell’albero. Nel momento in cui decisi di farlo, il mio intero corpo divenne rosso e caldo come se avessi fatto un bagno, e iniziarono a fuoriuscirmi lacrime dagli occhi. Erano lacrime di indignazione. Mi chiedevo perché i popoli del mondo non riuscissero andare d’accordo. Almeno noi giapponesi dovremmo essere amici. Versai lacrime di indignazione. Poi, quando mi misi all’opera sull’albero, da solo, si mosse senza difficoltà, anche se non si era mosso affatto quando in molti avevano tentato di spostarlo. I quel frangente, le mie lacrime di indignazione mi avevano conferito forza. Deguchi Onisaburo Sensei disse che ero stato ispirato dalle divinità.

KONDO: Piuttosto era Deguchi Onisaburo a essere ispirato divinamente, giusto? [40] (ride)

UESHIBA: Ecco perché ho adottato il soprannome di Rikizo [41]. Potevo spostare da solo un ponte di pietra che pesava più di una tonnellata.

KONDO: A quel tempo lei era un credente Omoto. E oggi?

UESHIBA: Immagino che adesso non mi riconoscerebbero come uno di loro.

KONDO: A quel tempo cosa la fece diventare un seguace di Omoto?

UESHIBA: Volevo curare la malattia di mio padre.

KONDO: È guarito?

UESHIBA: È morto. Si potrebbe dire che dal momento che è morto, è guarito, giusto? Si può essere malati solo se si è vivi. (ride)

KONDO: Lei ha davvero un modo misterioso di parlare. Non riesco proprio a capire quello che dice a meno che non mi concentri, grazie… (ride)

UESHIBA: L’Omoto mi accetta ancora come membro ordinario [42]. La religione Omoto rappresenta il grande principio della democrazia. Non ho mai incontrato una persona migliore di Deguchi Onisaburo Sensei. Era un grande sostenitore della democrazia [43]. Molte volte è stato erroneamente scambiato per membro del partito comunista. Era un uomo eccezionale. Da lui ho imparato lo studio del kotodama. Non mi venne insegnato formalmente, lo imparai in modo naturale, stando con lui.

Una volta trascinai due leader della religione per il colletto e li portai a casa. verso mezzanotte. Mi avevano implorato di non afferrarli in quel modo, ma io gli risposi che pensavo che le loro opinioni fossero davvero spazzatura e li trascinai a casa loro.

Sono stato in molte sfide, ma non sono mai stato battuto. Ci fu un tempo in cui andavo in giro con una spada di bambù.

KONDO: Ha anche sconfitto un lottatore di Sumo, vero?

UESHIBA: C’erano Tenryu [44] e Onosato [45}. Quando quest’ultimo venne ad attaccarmi in questo punto, lo sollevai leggermente e lo proiettai. Un uomo di nome Matsumoto Toranosuke che, mi dispiace dirlo, morì in Unione Sovietica aveva suggerito che Tenryu mettesse alla prova la mia forza. Allora Tenryu si mise a ridere. Era alto più di un metro e ottanta e pesava più di 100 chili. Io ero un uomo di statura così piccola che mi era impossibile fare un incontro di Sumo con lui. Indipendentemente da ciò, gli dissi di provare. Gli afferrai leggermente la mano e gli dissi di spingermi indietro con forza. Anche se mi stava spingendo con tutta la forza che aveva, gli dissi: “Non hai molta forza, vero?”. Poi mi sono spostato appena e lui è caduto. Ero rimasto tutto il tempo a sedere.

In qualsiasi pacifico budo giapponese, l’armonia è importante [46]. Hai forza quando sei calmo. Se vuoi far troppo, perdi. In altre parole, Aiki significa conquistare qualcosa in modo corretto. Hai sconfitto la tua stessa spada. Questo si chiama katsuhayabi ed è molto più veloce del sole, della luna e della terra. Il motivo è che sei l’universo stesso. Non c’è niente di più veloce o più lento nell’universo. Non c’è niente di più grande.

KONDO: Sono sicuro che nemmeno Tenryu ce l’avrebbe fatta contro l’universo. Di cosa si occupò durante la guerra?

UESHIBA: Durante la guerra ero solo. Ero responsabile di tutte le scuole dell’esercito e della marina. Avevo tre macchine per mio uso privato e non ho mai usato i mezzi pubblici. Non me lo avrebbero permesso. A quel tempo, quando viaggiavo, usavo un biglietto bianco di prima classe. Ora è difficile per me quando viaggio, perché il mio biglietto è un normale biglietto rosso.

KONDO: Gli ufficiali militari hanno capito lo spirito dell’Aikido?

UESHIBA: No, non lo capirono. I militari si basano sulla battaglia, mentre io mi sono basato sul mio standard, sull’Aiki.

KONDO: Anche se glielo avesse spiegato, avrebbero risposto: “Sì, sì, Signorsì”, giusto?

UESHIBA: Avrebbero semplicemente risposto: “Aiya, Aiya!” [47]

Biografia del signor Morihei Ueshiba

Nacque nel 1881 [48] nella prefettura di Wakayama. Quando aveva 17 anni, studiò Kito-ryu Ju-jutsu e diverse forme di scherma come Shinkage-ryu e Yaegaki-ryu mentre lavorava come commerciante. Nel 1910 si recò nell’Hokkaido e nello stesso anno iniziò a studiare con Takeda Sokaku del Daito-ryu jujutsu. Nel 1919 terminò il suo apprendistato Daito-ryu Aiki-jujutsu [49]. Prima della guerra, ha insegnato nelle scuole dell’esercito e della marina, ma dopo la guerra ha lasciato il suo dojo a suo figlio ed è diventato un contadino a Iwama, nella prefettura di Ibaraki. Il dojo è al 1011 Wakamatsucho, Shinjuku-ku, Tokyo.

Si ringrazia Jordy Delage per la sua assistenza nel trovare il nome dell’autore e per i suoi consigli sulle implicazioni religiose di alcune delle risposte di Ueshiba.

Kondo Hidezo (近藤 日出造, 1908 – 1979).

Al tempo dell’intervista Kondo ha 48 anni e Ueshiba 72.

Questo ci porterebbe al 1915-1916, poco dopo che Ueshiba aveva stabilito un insediamento nell’Hokkaido e vicino al tempo in cui incontrò Takeda Sokaku a Engaru e apprese il Daito-ryu Aiki-jujutsu.

Il termine che Kondo usa qui è bugei ( ), che storicamente precede l’uso del termine budo, ed è spesso usato per designare tecniche di combattimento progettate per un vero combattimento militare. Data la particolare posizione di Kondo sulla guerra, sospetto che questa potrebbe essere stata una scelta deliberata.

Ueshiba sceglie di usare anche il termine bugei.

Ueshiba usa il termine bujutsu (武術, lett. Tecnica di guerra)

和合, letteralmente, armonia, coesione

Ueshiba ora usa il termine budo ( ), il che suggerisce che per lui, come per molti altri autori giapponesi nel corso della storia, i termini bujutsu e budo sono abbastanza equivalenti.

『うるわしきこの天地のみ姿は主のつ くりし一家なりけり』

Per dare un po’ di contesto, Kondo è stato arrestato almeno tre volte prima della guerra a causa della natura critica delle sue vignette nei confronti dei militari, soprattutto per quanto riguarda l’aumento della spesa militare nel bilancio. Durante la guerra, finì per lavorare per il dipartimento di propaganda dell’esercito, ma in seguito espresse rimpianto per aver svolto tale lavoro, definendolo persino un crimine di guerra. Verso la fine della seconda guerra mondiale fu arruolato in un’unità di combattimento a Kumamoto. Sebbene la resa del Giappone fosse stata proclamata il 15 agosto 1945, la sua unità decise di continuare a combattere, quindi Kondo, insieme ad altri, partì segretamente a mezzanotte del 16 agosto e Kondo tornò a casa sua a Nagano.

Awasekagami (合わせ鏡), due specchi posti uno di fronte all’altro in modo da creare l’immagine di un tunnel infinito.

Kokyu (呼吸), respiro.

Al tempo dell’intervista, l’occupazione americana del Giappone era finita da soli quattro anni e il prodotto interno lordo del Giappone non è tornato al livello precedente alla guerra.

Si tratta ovviamente di Ueshiba Kisshomaru (植芝 吉祥丸, 1921 – 1999).

Il termine usato dal giornalista è denkousekka (電光石火), che significa letteralmente “velocità della luce”.

Katsuhayabi (勝速日), letteralmente, un giorno di rapida vittoria. Questa è una delle espressioni preferite di Ueshiba Morihei e appare spesso nella sua calligrafia.

Kondo usa qui il termine bujutsu, forse per distinguerlo dalle più moderne tecniche di combattimento delle forze armate contemporanee.

Il kotodama ( ) è il potere spirituale attribuito ai suoni giapponesi. Con questo, Ueshiba implica che l’Aikido è vecchio come il mondo.

Chuusshin (中心), un termine usato, ad esempio, in riferimento al centro di un cerchio.

Kondo probabilmente lo dice perché la visione giapponese del mondo è incentrata sull’Imperatore.

Kondo parla della stessa persona, Hirohito (裕仁, 1901 – 1989), ma si riferisce a diversi sistemi di governo prima e dopo la guerra. Sta insinuando che Ueshiba si stia riferendo all’imperatore che guidò il Giappone durante i suoi sforzi espansionistici.

Si noti che Kondo in precedenza aveva criticato l’Imperatore in diverse occasioni, in particolare intorno al 1946, quando disegnò una vignetta raffigurante l’Imperatore Showa senza entrambe le mani, col risultato di essere escluso dal giornale per cui lavorava. In realtà, a seguito della perdita di questo lavoro, nel 1947 venne assunto come critico per lo Yomiuri Shinbun ( 新聞) e iniziò la rubrica da cui è tratto il presente colloquio.

Dato il contesto, va inteso come linea dell’estrema destra.

Masakatsu (正勝), letteralmente, la “vera vittoria”.

In un’intervista pubblicata da Stanley su AikiNews n. 79, Ueshiba Kisshomaru dichiarò che suo padre non aveva mai visto una vera battaglia in Russia e che aveva solo fatto parte di quelle che chiamava operazioni di “pulizia”.

Ueshiba si riferisce alla piramide sociale dell’era Edo, dove l’imperatore era al vertice della gerarchia, con sotto di lui, in ordine di status, la nobiltà di corte, lo shogun, il daimyo, i samurai, i contadini, gli artigiani e in fondo i commercianti. È interessante notare che Ueshiba ha iniziato la sua vita come figlio di un proprietario terriero, poi divenne brevemente un commerciante, e poi ha abbracciato la via del guerriero arruolandosi nell’esercito e diventando un praticante di budo a tempo pieno, elevando quindi il proprio status. Anche se tale gerarchia non esisteva più ufficialmente ai tempi di Ueshiba (cioè dopo il restauro di Meiji), aveva ancora un’importanza implicita nelle menti di molte persone e sospetto che Ueshiba potesse esserne sensibile.

Il termine usato da Ueshiba è ahou (阿呆) scritto nel testo come アホウ.

Yasuku (安く), dozzinale.

Tamotsu (保つ), mantenere, tenere.

「このうるわしき天地のみ姿は主のつくりしものなり, questa è la stessa poesia che O-Sensei ha recitato in precedenza.

Un malinteso comune è che i giapponesi considerino l’armonia e la democrazia in termini simili a quelli occidentali. Dalle parole di Ueshiba vediamo infatti che le nozioni di uguaglianza e libertà individuale sono molto meno importanti.

Ueshiba fa riferimento alle armi.

Ueshiba usa il termine kokudo no misogi (国土 ). Kokudo (国土) significa il regno o il paese. Misogi () è un rituale di purificazione shintoista in cui il corpo viene lavato. Intende quindi purificare il suo paese.

Qui Ueshiba si riferisce ancora una volta al kotodama, in cui i suoni a, i, u, e e o hanno dato alla luce materia spirituale, acqua di fuoco, yin e yang, e si sono evoluti in 75 suoni che mantengono l’esistenza.

Ueshiba parla di saisei ichi ( 一致), un concetto che afferma che religione e politica sono unificate e integrate.

Heiwa shugi (平和主義), che letteralmente significa “pacifismo”, ma la cui definizione può essere leggermente diversa in Giappone rispetto a ciò che è in Occidente (vedi nota in basso).

La tradizione giapponese prevede che un ospite riordini le scarpe dei visitatori con la punta verso la porta una volta che se le sono tolte, in modo da facilitare la loro successiva uscita.

Ueshiba si riferisce all’uniforme di un domestico.

Itoen (一灯園) è una fondazione creata da Nishida Tsuneka nel 1905. Sebbene Itoen possa essere considerata una religione, non ha sacerdoti e i praticanti venerano la natura e la vita in sé.

Ho la sensazione che Kondo stia affrontando un’ovvia contraddizione nel discorso di Ueshiba. In effetti, Deguchi, il capo della setta Omoto, tendeva a presentarsi pubblicamente come eguale all’imperatore, contestando così la sua posizione di centro dell’universo. Deguchi era anche apertamente critico nei confronti del tennosei (天皇制), il sistema di governo dell’imperatore con base scintoista, che causò a lui e ai suoi seguaci, incluso Ueshiba, problemi seri con le autorità giapponesi. Ciò portò alle due brutali repressioni della setta nel 1929 e nel 1935, ed entrambe le volte, terminarono con l’incarcerazione di Deguchi. Ueshiba rimase più o meno illeso entrambe le volte, ma dopo il secondo incidente progressivamente mise una certa distanza tra sé e Deguchi.

Rikizo (力蔵), letteralmente, accumulatore di energia.

Da comune credente, Ueshiba implica che la sua posizione è diversa da quella del passato quando era un membro chiave della comunità Omoto di Ayabe.

A questo punto il lettore sarà probabilmente confuso in relazione al frequente uso della parola “democrazia”. Per risolvere questo problema, dobbiamo prima capire il contesto: attraverso Deguchi, Ueshiba venne presentato a una serie di figure dell’estrema destra giapponese, inclusi membri di gruppi ultra-nazionalisti come il Sakurakai. Ueshiba fu anche una guardia del corpo per il fondatore del Sakurakai, Hashimoto Kingoro, e le riunioni del gruppo si svolsero nel suo dojo. Ciò può sembrare completamente in contrasto con i costanti riferimenti di Ueshiba al pacifismo e alla democrazia, ma come ho detto sopra, la definizione di pacifismo nella mente giapponese non è uguale a quella degli ideali umanistici occidentali. In primo luogo, come suggerito da Ueshiba sopra, non è certamente egualitario. Inoltre, Ueshiba e Deguchi credevano entrambi di stabilire la pace attraverso una sorta di benevola dittatura e attraverso l’adozione da parte di tutto il mondo della struttura sociale giapponese. Gli ultra-nazionalisti avevano gli stessi ideali ed erano pronti a realizzarli con la forza, se necessario. Personalmente non sono sicuro di quanto lontano Deguchi fosse pronto ad andare lungo il percorso di guerra.

Tenryu Saburo (天竜 三郎) era un lottatore di sumo professionista. Incontrò Ueshiba Morihei in Manciuria nel 1939 e divenne suo allievo.

Onosato Mansuke (大ノ里 萬助) era un lottatore che raggiunse il grado di Ozeki.

Heiwa budo (平和武道), arti marziali di pace.

Ueshiba sta facendo un gioco di parole con ciò che il giornalista ha appena detto, e che significa “in guardia!”

Questo è un errore, dal momento che Ueshiba è nato nel 1883.

Questo non è corretto poiché Ueshiba riprese ad allenarsi sotto Sokaku qualche anno dopo ad Ayabe, ma lasciò l’Hokkaido nel 1919 a causa della malattia di suo padre.

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Monica Scaccabarozzi
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